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II Municipio: no a via Almirante, no al Pup Parco Virgiliano-Nemorense

Roma. Nessuno toccherà viale Liegi, il nome resterà invariato, non verrà ribattezzato viale Giorgio Almirante e per l'uomo politico italiano non è prevista neppure l'intitolazione di un viottolo in un parco

Almirante vietato 2Alla fine è questo che ha fruttato l'ultima seduta del Consiglio del II Municipio (prosecuzione su questo punto di quella avvenuta il 21 giugno) interrotta nel suo fluire dalle proteste fra il pubblico, soprattutto a opera di Carla Di Veroli, assessore dell'XI Municipio, presente per appoggiare i suoi colleghi del centrosinistra. A un certo punto s'è messa a urlare, «Razzisti, fascisti» e sottolineando la sua esplosione di rabbia, «i mei familiari sono passati per Auschwitz per colpa loro. Sono la nipote di Settimia Spizzichino e i miei familiari sono passati per Auschwitz per colpa di Almirante. Questa strada a lui dedicata, a Roma, non ci sarà mai».

Alla presidente del Consiglio Municipale, Daniela Chiappetti, non è rimasto altro che riportare l'ordine in aula chiedendo l'intervento dei vigili urbani, sospendendo i lavori per alcuni minuti.

Ma non è finita qui perché a ripresa ben inoltrata c'è stato un successivo, violento attacco tutto interno a La Destra nei riguardi del consigliere Roberto Cappiello, unico firmatario della proposta ed ex appartenente a quella formazione politica.

II Municipio BUna seduta, quella del 26 giugno, che però ha visto poi ricompattarsi buona parte dell'emiciclo istituzionale locale, tanto da votare e approvare tre ordini del giorno intesi a impegnare il presidente del II Municipio affinché venga bloccato il Pup del Parco Virgiliano/Nemorense protetto da vincolo paesaggistico, mentre per edificare il parcheggio interrato dovrebbero essere espiantati ben 27 alberi di alto fusto.

Tanto furore nella prima parte della mattinata e relativa calma nella seconda, forse anche perché l'ora del pranzo incombeva e, tranne qualche strascico verbale ereditato dal precedente confronto "Almirante sì-Almirante no", si voleva concludere. Ma questa è un'altra storia che va raccontata separatamente.

L'inizio della seduta è stato quasi cronometrico, ore 10 circa, inno nazionale compreso, tutti in piedi, mano sul cuore per molti.

La calma è andata via in fretta, soprattutto dopo che nell'aula è stato approvato un ordine del giorno collegato alla proposta di cambiare viale Liegi in viale Almirante.

Questo Odg di ispirazione Pdl reca nelle prime righe: “Premesso il fatto che sia giusto e motivato il riconoscimento dell'intitolazione di una strada ad un personaggio che ha rappresentato momenti importanti nella storia del nostro Paese, premesso che non debbano esistere distinzioni di sorta di nessun genere nella scelta della persona a cui intitolare la via, né di carattere politico né personale, ma debbano essere utilizzati criteri solo di carattere oggettivo che valutino l'obiettività della richiesta...”, si sottolinea come fra i viali di Villa Borghese si potrebbe intitolarne qualcuno a personaggi scelti secondo i criteri detti sopra. Inoltre, l'ordine del giorno fa notare che nel II Municipio sono presenti vie con nomi di «nazioni e stati non più esistenti» (ndr: ma un termine -nazione- non è sinonimo dell'altro -stato-?) da aggiornare con le attuali denominazioni (il riferimento è a via Unione Sovietica e via Jugoslavia). Si impegna così il presidente del Municipio ad aggiornare la situazione della toponomastica stradale.

Era sembrata una scappatoia perfetta per deviare l'ingombrante proposta di cambiare nome a viale Liegi con quello dello storico leader dell'Msi.

Malumori dal pubblico, le parole dette a gran voce da Carla Di Veroli, la pausa forzata.

II Municipio ARipresa dei lavori, poco dopo le 10,50 con le dichiarazioni dei consiglieri e quelli della maggioranza di centrodestra, presenti in parte (e non assenti come accadde il 21 giugno, quando iniziò la discussione) e irrequieti: chi si allontanava, chi borbottava...

Anna Marcon (Pd): «Ribadisco la contrarietà del mio gruppo a questo provvedimento. Oltretutto questo non è un punto vitale per la gente, mentre urge che noi lavoriamo ed esaminiamo ben altri problemi».

Patrizio Di Tursi (Pdl), facendo riferimento alla precedente interruzione burrascosa dei lavori: «Voglio rispetto per il mio ruolo di consigliere, senza interruzioni violente, deve esserci rispetto delle Istituzioni tutte e quindi anche di chi è stato parlamentare di qesta Repubblica. Cappiello come consigliere ha voluto semplicemente esprimersi presentando la proposta per intitolare una strada a un deputato della Repubblica».

Roberto Cappiello (Gruppo misto), autore della proposta: «Il Municipio può proporre, poi è il Comune a decidere. Almirante ha compiuto un cammino che ha permesso a Fini di essere oggi presidente della Camera, ad Alemanno di essere sindaco di Roma e di rappresentarla».

Alessandro Ricci (Idv): «Il mio voto sarà contrario: per dare l'intitolazione di una via, deve esserci un merito che non trovo in Almirante».

Guido Bottini (Pd): «Intitolare una strada, è rendere un onore che scaturisce da titoli di merito riconosciuti dalla comunità. In questo caso i titoli di merito non ci sono».

Maria Claudia Mastropasqua (Pdl): «Sono nata dopo la guerra e non ho trascorsi nell'Msi o in An. Di diversi anni fa ricordo i grandi nomi della politica che seguivo nelle trasmissioni Rai. Malagodi, Andreotti, Berlinguer e Almirante erano quelli che ho sempre ritenuto i più intelligenti e capaci nel Parlamento. Nel periodo bellico Almirante era ragazzino, preso da foga giovanile, poi per decenni è stato nel Parlamento repubblicano. Per questo sono favorevole all'intitolazione di una strada».

E dopo questa dichiarazione, l'assalto frontale al firmatario della proposta. Attacco che è arrivato con furore dalle fila de La Destra, condito da vene del collo in evidenza, occhi sbarrati e pelle rubizza.

Pietro Cassiano (La Destra) rivolgendosi a Cappiello: «E' stato moralmente scorretto mettere il proprio nome accanto a quello di Almirante. Almirante grande statista, protagonista della resistenza al comunismo in questo Paese, fra i promotori dell'Europa dei popoli. Trovo immorale quello che ha fatto questo consigliere (ndr: sempre puntando Cappiello)».

Insomma, Cassiano incolpa Cappiello di aver voluto andare avanti per la sua strada senza verificare con le altre forze politiche, solo per pubblicizzarsi e danneggiando la possibilità di intitolare una via ad Almirante.

Dopo questo inaspettato choc, sono continuate le dichiarazioni con quella di Giampaolo Celani (Alleanza per l'Italia - Moderati per Rutelli): «Totale contrarietà alla proposta. Inoltre ho già ricordato l'importanza di viale Liegi, facente parte di una zona tutta dedicata al Belgio in onore di quella che sarebbe dovuta diventare la futura regina Maria Josè»; Alessandro Colorio (Pdl): «Pur essendo di estrazione diversa da Almirante, non sono contrario a una sua intitolazione perché ha caratterizzato decenni della vita politica italiana. Da come sono andati fino a ora dibattito e seduta, mi accorgo che la pacificazione nazionale non c'è ancora».

Alla fine il documento per intitolare viale Liegi ad Almirante non ce l'ha fatta.

E' stato bocciato: 8 consiglieri hanno votato per il sì, 10 per il no, 2 gli astenuti.

Per rendersi conto come è andato lo stesso argomento nella precedente seduta consiliare del 21 giugno, basta andare a leggere l'articolo "Viale Liegi diventa viale Almirante? Che impasse in II Municipio"

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