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I giorni della Merla non sono finiti in Campidoglio, la Raggi fa approvare il bilancio, ma il resto rimane

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I più freddi dell'inverno, i giorni della merla, gli ultimi tre di gennaio o gli ultimi due insieme al primo febbraio. Meteorologicamente dovrebbero essere passati. Di sicuro a Roma sono rimasti a congelare l'ambito politico-amministrativo del Campidoglio. A scaldare sono "solo" le preoccupazioni giudiziarie (l'interrogatorio di oltre 8 ore della Raggi) e l'appena approvato bilancio. Raggela e scalda l'apertura in procura di un'indagine sul famigerato dossier anti-De Vito, montatura (si sospetta Marra come autore) che servì a bloccarlo come candidato sindaco del M5S. Se i vertici del Movimento imponessero lo stesso esponente politico come vice del sindaco nel segno di un recupero di popolarità e credibilità?

(foto in alto di Angelo Campus)

di Giuseppe Grifeo

Roma, aria gelida persistente fra corridoi e stanze al Palazzo Senatorio, in quel Campidoglio che ha visto passare i dominatori di Roma, poi modernamente chiamati amministratori. Continuano i giorni della merla, il sindaco Virginia Raggi non riesce a venire fuori dal vortice che la circonda.

Un faro di luce nella maggioranza dei Cinque Stelle è arrivato con l'approvazione del Bilancio comunale di previsione 2017-2019, in precedenza bocciato dall'Oref, Organo di revisione economico-finanziaria del Campidoglio. Come era lecito aspettarsi dopo questo passo, piovono lodi, aspre critiche. Se ne stanno dicendo di tutti i colori.

Si rivangano passate amministrazioni per sottolieare che si è fatto meglio e che i problemi sui conti ci sono sempre stati, così da causare la reazione di Francesco Rutelli, ex sindaco di Roma, che ha dato mandato ai propri legali di “perseguire chiunque riporti informazioni false e diffamatorie riguardanti il bilancio del Comune di Roma con riferimento agli anni della sua amministrazione. Sarà perseguito chiunque riferisca dati totalmente falsi come quelli che risultano riportati dalla sindaca Raggi in Campidoglio”.

VIRGINIA RAGGI sindaco di roma ridDa parte sua il sindaco Raggi esulta etichettando l'obiettivo appena raggiunto come «risultato storico nella storia recente della città. Da anni Roma non aveva un bilancio approvato così presto. È un evento memorabile. Riportiamo legalità nei conti del Campidoglio. Roma approva il bilancio prima di molte altre grandi città italiane, come Milano che non è pervenuta. L'Oref è stato particolarmente rigoroso. Abbiamo vinto la sfida».

Sul riconoscimento di circa 100 milioni di euro di debiti fuori bilancio «ereditati dalle precedenti amministrazioni», sottolinea la Raggi, ratificato in Consiglio comunale durante le feste di fine 2016, sono milioni che «vanno a sommarsi ai 60 milioni previsti dalla legge di bilancio dello Stato e ai circa 15 milioni concessi ai Comuni che approvano il bilancio entro il 31 gennaio».

Cosa rimane nell'agenda delle urgenze?

Per esempio il rinnovo del contratto ai circa 23.000 dipendenti del Comune, impresa che non riuscì a Marino nel tentativo di compierla dialogando con i sindacati (si arrivò al muro contro muro) e non riuscì al commissario Tronca.

Resta ancora al palo ogni confronto sulla questione delle aziende partecipate, cosa non da poco e nodo economico cruciale oltre che per garantire servizi degni alla città.

Marcello De Vito M5S Campidoglio Aula Giulio CesareDal lato politico e tutto interno al M5S, una bella corrente gelida con sfumature di amarezza:Se non ci fosse stata quella carognata del finto dossier contro di me, il candidato sindaco non sarebbe stata Virginia, ma io”, parole di Marcello De Vito, presidente del Consiglio comunale, 6.451 voti alle scorse elezioni amministrative. Una frase fredda e affilata come l'acciaio.

Su questo caso i nomi dei coinvolti crescono di numero, c'è di mezzo l'interrogatorio subito dall'onorevole M5S Roberta Lombardi (accesa antagonista della Raggi) come persona a conoscenza di fatti, domande fatte dai magistrati, quesiti che avrebbero riguardato anche il confezionamento del famigerato dossier anti De Vito: la Procura ha aperto un fascicolo sulla vicenda. Si tratterebbe di una documentazione che sarebbe stata confezionata da tre M5S, Raggi, Frongia e Stefàno, ma fu un'ipotesi tutta inizialmente ricostruita - prima delle alazioni comunali - dal senatore di Idea-Cuoritaliani, Andrea Augello dopo indiscrezioni stampa, tesi al centro di un suo esposto. Si raccontava di questa azione-processo interna al Movimento, compiuta dai tre grillini contro il loro collega De Vito ravvisandone la colpevolezza di abuso d'ufficio per un accesso agli atti su una pratica edilizia. In tanti al M5S parteciparono per spulciare il dossier e ascoltare le ribattute di De Vito. La cosa fece saltare la sua candidatura a sindaco di Roma.

Conseguenza? La scelta come possibile primo cittadino a cinque stelle ricadde sulla Raggi.

Inchieste Roma Raggi MarraOggi i pubblici ministeri sospetterebbero Raffaele Marra come autore della documentazione anti De Vito. Grazie all'elezione del sindaco Virginia Raggi, Marra diventò vicecapo del gabinetto del primo cittadino e grande consigliere... prima che finisse indagato e in manette.

«È fantapolitica», ha detto Alessandro Mancori, legale del sindaco rigettando tutta la ricostruzione in merito al famigerato dossier. Lo stesso Mancori ha già il suo bel da fare nell'indagine sulla stessa Raggi per il reato di abuso d'ufficio e falso riguardo la nomina di Renato Marra (fratello di Raffaele) a capo del dipartimento Turismo. L'interrogatorio portato avanti dai pubblici ministeri Ielo e Dall'Olio, è durato più di otto ore e avrebbe riguardato anche la vicenda della famigerata assicurazione sulla vita stipulata da Salvatore Romeo mettendo il sindaco Virginia Raggi come beneficiario (vedi qui l'articolo su questo punto) e, dopo circa sei mesi, lui stesso beneficiato con un incarico al Comune che ne ha triplicato lo stipendio: il primo cittadino ha negato di sapere dell'esistenza di questa assicurazione che favorirebbe lei per l'eventuale incasso.

L'altro terrore, anche se non lo fosse dal punto di vista giuridico, è rappresentato dalle famigerate chat che coinvolgono tanti esponenti del movimento, i loro pensieri o i pensieri su di loro, messaggi di esponenti della società, giornalisti e tanti altri, un fattore che, da una parte, acuirà il gelo politico, dall'altra innescherà nuovi fuochi per guerre intestine e fra settori della società capitolina.

E qui, come in un gioco del domino, sarebbe una caduta di tessere nella grande maggioranza dei municipi dove le diverse “anime” del Movimento hanno alloggiato e dove i membri degli altri partiti aspettano, a zanne ben denudate, il cadavere pentastellato da mordere.

A chi gioverebbe l'eventuale caduta della Raggi?

Sembra assurdo che tante vicende, colpi di scena, macchinazioni abbiano origine nelle divisioni interne al Movimento Cinque Stelle. Dalle ultime politiche nazionali lo schieramento politico si sarebbe suddiviso in correnti antagoniste e in così grande concorrenza fra loro, da rischiare di far fallire, primo fra tutti, il progetto di governo a Roma. Molta luce deve essere ancora fatta in zone totalmente buie. Non può essere tutto frutto di questi neofiti della politica. Inesperienza, ingenuità, non preparazione di tanti di loro, mettiamoci dentro di tutto, ma da qui a quanto sta accadendo, c'è una bella distanza. Si riuscirà mai a capire fino in fondo?

Intanto la città langue e certo non portano bene alcune iniziative folcloristiche come la convenzione nella Giornata della Memoria per i sopravvissuti ai lager nazisti. Per loro si assicurano abbonamenti gratis per il trasporto pubblico. La cosa ha fatto ridere e non poco: dopo 70 anni quanti saranno a Roma i sopravvissuti ai campi di concentramento? Sono una decina.

La comunità ebraica romana ha apprezzato l'iniziativa, ma come gesto simbolico. Elegantemente non ha aggiunto altro.

Poi la questione del bonus-multe ai vigili urbani (più ne fanno e più grosso sarà il premio). A quanto pare non bastano ordini di servizio e riorganizzazione del Corpo per riportare gli agenti della Polizia di Roma Capitale sulle strade, a vigilare. Un bonus poi rinnegato come non vero dal Campidoglio che sottolinea “sarà invece all’esame, unitamente alle organizzazioni sindacali, nell’opportuna sede del tavolo di contrattazione, apertosi ufficialmente nella giornata di ieri (ndR: 30 gennaio), un metodo che consenta di ricollegare le premialità all’effettiva produttività”.

Roma Talenti via Arturo graf parcheggi doppia filaSi lascia al lettore capire la netta differenza fra “bonus multe” e “ricollegare le premialità all’effettiva produttività”.

Intanto le garitte dei vigili urbani rimangono sguarnite, i parcheggi in doppia fila restano la regola, cosa ancora più micidiale in strade vitali per il traffico, viale Eritrea, via Arturo Graf che connette l'asse viale Kant-Togliatti-Metro B con Talenti_Monte Sacro-viadotti dei Presidenti-Salario-Raccordo. E ancora la stessa Togliatti, paralizzata per esempio nell'area di Colli Aniene, con la corsia preferenziale Atac che deve essere invasa per forza altrimenti non si passa: tantissime le auto parcheggiate malamente da cittadini che non utilizzano i parcheggi nello square centrale. Inutile continuare con gli esempi di non gestione delle strade, in una città come Roma sono infiniti.

Un in bocca... alla lupa rivolto ai cittadini di Roma, nella speranza di un miglioramento almeno accennato della quotidianità.

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