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Tra sorrisi e pacche sulle spalle lo Stadio 2.0 della Roma si fara', con un accordo che alla fine scontentera' molti

Nuovo progetto StadioRoma 

Via le abnormi torri firmate dall’architetto Daniel Libeskind. Al loro posto edifici alti circa come lo stadio. Ma via, per ora, anche il ponte sul Tevere e lo svincolo a Parco de’ Medici, sulla Roma Fiumicino. Soddisfatti Virginia Raggi e Mauro Baldissoni, che con Luca Parnasi è uscito sorridente dall’incontro col Comune. Un po’ meno diversi consiglieri pentastellati, mentre l’onnipresente Beppe Grillo, che aveva stazionato a Roma tutta la settimana, ancora non si è espresso in merito, dopo aver prima scartato l’area di Tor di Valle 

 di Maurizio Ceccaioni

Raggi-BarisoniÈ proprio il caso di dire Habemus stadium, dopo la “fumata bianca” sullo stadio della Roma, seguita all’incontro in tarda serata di ieri a Palazzo Senatorio, tra i rappresentanti del Comune e i proponenti del progetto presentato.  Un vertice apparentemente risolutorio, a cui hanno partecipato il dg dell’As Roma Mauro Baldissoni e Luca Parnasi, per Eurnova srl (Gruppo Parnasi-Stadio Tdv spa), mentre per l’amministrazione capitolina, il vicesindaco Luca Bergamo, vero deus ex machina dell’operazione (già da prima delle dimissioni di Paolo Berdini) e Virginia Raggi, reduce da un malore che l’aveva fatta rimanere sotto osservazione al San Filippo Neri per gran parte della giornata.
Una giornata caratterizzata anche dal presidio in piazza del campidoglio di un agguerrito manipolo di tifosi romanisti, dei quali la signora Maria, vedova dell’ultimo presidente romano Franco Sens, intervenuta ai microfoni di Radio Radio, ha messo in discussione la spontaneità. «Lo striscione ben plastificato al Campidoglio non è fatto dai tifosi – ha detto -. I presidenti di Airc e Utr, che richiamano tutti gli associati, quando dovevano fare lo stadio i Viola e noi Sensi, perché non hanno mai manifestato?». «Mi dispiace molto. Non riconosco più i tifosi della Roma. Anche io sono a favore dello stadio della Roma, ma non in quel posto. Quello che avevamo in mente noi era lo stadio della Roma, mia figlia aveva acquistato il terreno, cambiandolo con quello di Torrevecchia e sarebbe stato intestato alla Roma. Franco Sensi e Dino Viola avevano la Roma nel cuore. Oggi si sono fatti fare il lavaggio del cervello».Presidio tifosi Campidoglio 01

Alla fine sono stati scartati i siti alternativi proposti da più parti e nonostante le affermazioni di Beppe Grillo, che lo stadio non si sarebbe fatto a Tor di Valle, l’area rimane quella acquistata dal gruppo Parnasi della Sais spa a inizio 2013 per 42 milioni di euro (tutt’ora sotto inchiesta della magistratura) e la parte riferibile alla vedova di Renato Armellini, oltre a un 8% del Comune. Anche se all’uscita c’erano sorrisi e “pacche sulle spalle”, a rileggere a mente fredda quel nuovo progetto, non c’è molto da sorridere. Poco prima delle 23 di ieri, sul suo account Facebook Virginia Raggi faceva il resoconto di quello che per lei è stato un successo: «Tre torri eliminate; cubature dimezzate, addirittura il 60% in meno per la parte relativa al Business Park; abbiamo elevato gli standard di costruzione a classe A4, la più alta al mondo; mettiamo in sicurezza il quartiere di Decima che non sarà più soggetto ad allagamenti; realizzeremo una stazione nuova per la ferrovia Roma-Lido. Abbiamo rivoluzionato il progetto dello stadio della Roma e lo abbiamo trasformato in una opportunità per Roma. Abbiamo sempre detto di essere favorevoli alla realizzazione dello stadio ma nel rispetto della legge e per il bene della nostra città. Ci siamo riusciti. Abbiamo evitato il progetto monstre ereditato dalla precedente amministrazione. A Tor di Valle nascerà uno stadio ma moderno, ecocompatibile, all’avanguardia dal punto di vista delle tecnologie ma soprattutto sarà un’opera che rispetterà molto di più l’ambiente e il territorio. E abbiamo previsto una convenzione con i costruttori: avranno priorità le opere di urbanizzazione utili alla città e ai romani, come la messa in sicurezza dell’area di Decima o il potenziamento della ferrovia Roma-Lido grazie a cui si accorceranno i tempi per andare e venire dal litorale di Ostia».
Area Tor di Valle-Stadio-02
Un accordo che, nonostante il parere negativo della dalla soprintendente Margherita Eichberg per l’abbattimento delle strutture come avvenne per il Velodromo Olimpico, ha segnato anche la condanna a morte dell’ippodromo che ha scritto la storia del trotto romano. Quello invece non detto chiaramente, è che ci sono opere rinviate a data da destinarsi, cioè a dopo l’inaugurazione dello stadio. Ma come succede in Italia, questo significherà probabilmente che non saranno mai più realizzate. Come il prolungamento della Metro B dalla stazione Magliana per mancanza fisica di spazi, come dichiarato da Atac, il ponte sul Tevere e lo svincolo a Parco de’ Medici, sulla Roma Fiumicino, tanto per citarne qualcuna. Infrastrutture cha avrebbero alleggerito il carico di auto sulla via del Mare e l’Ostiense, da e verso l’area dell’impianto sportivo. La cui mancata realizzazione significherà solo una maggiore penalizzazione per i pendolari di Torrino, Mezzocammino, Decima, Vitinia, Casal Bernocchi, Acilia-Dragona e Ostia, nonostante i previsti ampliamenti stradali.
Anche l’ex assessore all’Urbanistica e Infrastrutture Paolo Berdini, aveva chiesto una revisione del progetto con una drastica revisione delle cubature, ma evidentemente le sue furono parole inascoltate, viste le successive polemiche e le sofferte dimissioni. Adesso dalle parole, si deve passare ai fatti e vedere cosa c’è tra le righe delle dichiarazioni e cosa s’intende veramente fare, carte alla mano. Perché sono molti gli urbanisti, associazioni e comitati romani, per i quali i dubbi restano in sospeso.

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