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Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, nel mondo a caccia di tesori rubati

Carabinieri TPC Tutela Patrimonio Culturale aree terremotateDall'Iraq alle aree terremotate d'Italia, dagli scavi clandestini in aree archeologiche al far ritornare in Italia reperti e opere d'arte depredate e disperse nel mondo dai trafficanti internazionali. I Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale sono un vanto dell'Italia nel mondo, il loro database costituisce il nucleo di quello dell'Interpol per ritrovare beni culturali rubati e sono al centro dei Caschi Blu della Cultura-task force Unesco #Unite4Heritage. Bilancio 2016: lieve flessione dei furti dei beni culturali (-0,2%), si ruba di più in Toscana, Campania, Piemonte e Lazio; luoghi in crescita nelle preferenze dei ladri, chiese, musei e pinacoteche, biblioteche pubbliche, private ed ecclesiastiche 

di Giuseppe Grifeo - a fondo pagina i dati sui furti di opere d'arte e reperti e una galleria foto

Nelle ultime operazioni i Carabinieri TPC Tutela Patrimonio Culturale, hanno recuperato centinaia di reperti archeologici, moltissime monete di epoca romana e medievale, poi fossili risalenti a circa 100 milioni di anni fa di provenienza americana (provenienza comune anche ad alcuni dei reperti).

Carabinieri TPC Tutela Patrimonio Culturale statua Girolamo Santacroce 1500 rubata da Napoli

Poi 200 resti archeologici assiro babilonesi e indù, decine di reperti italiani (anfore e kylix provenienti dall’area apula e magno greca), numerose armi ed equipaggiamenti militari risalenti al primo e al secondo conflitto bellico mondiale, decine di zanne e sculture in avorio, dipinti rubati come i Rubens o i Tintoretto ritrovati in un cespuglio in Ucraina ma rubati nel 2015 a Verona dal Museo di Castelvecchio.

Il tutto è stato trovato in due luoghi, in un “museo” privato illegale di un imprenditore romano che aveva sistemato quasi tutto in vetrine e, sempre a Roma, durante la perquisizione di in un appartamento avvenuta lo scorso febbraio, in una stanza segreta ricavata nell'intercapedine di un muro esterno, ambiente adibito a laboratorio per la lavorazione dell'avorio.

Poi una straordinaria statua (foto a sinistra) in marmo bianco di Carrara raffigurante San Giovanni Battista, scolpita nel XVI secolo da Girolamo Santacroce (Nola, 1502 – Napoli, 1537), trafugata dalla Chiesa San Giovanni di Carbonara di Napoli nel 1977: era finita nella collezione di un antiquario belga del tutto inconsapevole credendo di averla acquistata in maniera lecita e da personaggi per bene.

Per i dipinti cui si accennava prima e per la statua si stima un valore di circa 5 milioni di euro. Ma questa è una descrizione che si riferisce solo alle ultimissime operazioni del Nucleo TPC.

Carabinieri TPC Tutela Patrimonio Culturale Ministro Franceschini generale Parrulli«Risultati molto importanti nel 2016, come negli anni precedenti. I Carabinieri per la tutela del patrimonio culturale sono un’eccellenza di cui l’Italia deve essere orgogliosa. Sono un punto di riferimento internazionale di cui il paese deve essere fiero. Complimenti a nome mio e del governo». In questo modo Dario Franceschini, ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, si è rivolto allo speciale Nucleo dell'Arma e al generale di Brigata Fabrizio Parrulli, Comandante Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale.

L'occasione è stata la presentazione dell’analisi dell’attività operativa del Comando Carabinieri nella loro caserma centrale a Roma in via Anicia, a pochi passi da Porta Portese e viale TrastevereAll'incontro era presente anche Alfonsina Russo, soprintendente per l'Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l'aera metropolitana di Roma, la provincia di Viterbo e l'Etruria Meridionale.

A questa attività si aggiunge quella nei territori del Centro Italia colpiti dal sisma, con più di 8.000 opere d'arte messe al sicuro ad agosto 2016, numero che fino a oggi è salito a circa 18.000.

Prossimo un appuntamento importante, il 2 maggio 2017 a Parigi, proprio nella sede Unesco con l'apertura di una mostra sui beni recuperati dai militari dell'Arma in coincidenza con una riunione plenaria dell'organismo internazionale, esposizione che sarà aperta anche al pubblico.

Carabinieri TPC Tutela Patrimonio Culturale reperti recuperati 1Il Nucleo TPC è «un'eccellenza internazionale che in quasi cinquant'anni di attività ha costruito quella credibilità necessaria a conseguire importanti traguardi, quali la costituzione della task force Unesco Unite4Heritage e la risoluzione Onu 2437 per la salvaguardia dei beni culturali nelle zone di conflitto – ha aggiunto Franceschini – Come per il prossimo evento a Parigi sono già state fatte iniziative analoghe alle Nazioni Unite e soprattutto i nostri Carabinieri fanno formazione alle polizie di altri paesi in materia di contrasto al traffico illecito di beni culturali. Fa parte della diplomazia culturale che un paese come il nostro deve fare».

Per comprendere al meglio l'apporto dei nostri carabinieri, può servire leggere l'articolo "Tutta italiana la prima task force a protezione del patrimonio culturale mondiale" che racconta la genesi della Unite for heritage (#Unite4Heritage), i Caschi Blu della Cultura nati grazie all'accordo Unesco/Governo italiano, presentati a Roma a febbraio 2016.

Vitale anche l'intervento dei nostri carabinieri nelle aree terremotate, come quello più recente nell'Italia centrale, «c’è un lavoro straordinario in corso, reso difficile anche dalla quantità di opere – ha ribadito il ministro – Ma ci sono tre grandi depositi, uno per regione in cui le opere mobili sono state ricoverate. E i restauri avvengono direttamente in loco. In più alcuni comuni hanno trovato dei locali adatti per conservare le opere in condizione di sicurezza nel loro territorio. Ci sono anche i tecnici delle soprintendenze, dell’Istituto centrale del restauro e dell’Opificio delle pietre dure. È un lavoro molto lungo ma ci stiamo mettendo tutte le energie possibili».

In mostra durante la presentazione dei Carabinieri TPC una parte dei circa 2000 frammenti di affreschi provenienti da Cerveteri, resti decorativi murari da sepolture, aree sacre e abitazioni principesce, trafugati nel corso di diversi anni. Intere sezioni di pareti distaccate e a pezzi che adesso i tecnici incaricati dalla Soprintendenza per l'Archeologia, Belle Arti e Paesaggio sta facendo ricomporre e restaurare.

Carabinieri TPC Tutela Patrimonio Culturale Ministro Franceschini Soprintendente Russo generale Parrulli«I saccheggi nelle aree archeologiche sono iniziati negli anni 70 e sono stati anche parecchio pesanti e invasivi - ha detto la soprintendente Alfonsina Russo (nella foto a lato tra il ministro Franceschini e il generale Parrulli) - furti che per fortuna sono finiti anche perché nel 1995 grazie al sequestro Giacomo Medici, grande trafficante di reperti trafugati, i carabinieri diedero il colpo di grazia a questa rete internazionale di vera e propria ricettazione. Una di queste lastre, per esempio, era finita persino al Getty Museum: da ginevra Robin Symes, altro noto trafficante internazionale, vendeva a pezzi gli affreschi, soprattutto quando erano presenti intatti visi, corpi. Quelli che abbiamo ritrovato e ora in ricomposizione e restauro, sono in buona parte mancanti dei volti che il trafficante doveva aver già piazzato nel mercato».

Carabinieri TPC Tutela Patrimonio Culturale reperti recuperati 2«Finita l'attività di restauro faremo una grande mostra aperta al pubblico, credo verso l'autunno - ha proseguito la Russo - Adesso dobbiamo verificare anche se le lastre recuperate a Ginevra dal sequestro Medici-Symes di gennaio 2016 si attaccano e coincidono con i pezzi recuperati da Copenhagen grazie a un accordo. Lo scopo della grande mostra, con opportuna pubblicazione, non sarà solo divulgativo, ma quello di invogliare musei e collezionisti privati nel mondo a restituire tutti i pezzi mancanti».

I restauratori del Consorzio Kavaklic Restauro che ha vinto il bando per il lavoro di ripristino, hanno fra le mani i circa 2.000 frammenti che in origine componevano cicli di immagini affrescate, pezzi oggi da ricomporre come in un puzzle, un rompicapo non da poco.

Carabinieri TPC Tutela Patrimonio Culturale reperti recuperati 4Ci sono importanti vuoti in questi cicli, figure intere, particolari vitali dei "percorsi" pittorici, sezioni ad affreschi che purtroppo si trovano ancora nelle vetrine di importanti musei internazionali o in collezioni private in buona parte ancora sconosciute e da rintracciare. Sono tutti reperti da far tornare in Italia grazie ai Carabinieri Tpc e all'Avvocatura di Stato con opportune rogatorie internazionali: lavoro mai semplicissimo, ma facilitato dagli accordi fra nazioni raggiunti soprattutto nell'ultimo decennio.

«Abbiamo suddiviso i frammenti seguendo vari criteri, a secondo dello spessore, il tipo di impasto, la decorazione - ha sottolineato Antonio Giglio del Consorzio Kavaklik - Da qui abbiamo iniziato a creare degli insiemi. Da queste suddivisioni abbiamo iniziato a cercare le connessioni, le pertinenze tra le fratture iniziando a ricomporre queste forme. A volte erano quasi incomprensibili, ma grazie anche alla pulitura sono emersi poi dei particolari delle decorazioni che ci hanno messo sulla buona strada: proveniendo da scavi, le superfici hanno subito delle alterazioni che in alcuni casi ne coprivano totalmente colori e forme, come accade col manganese che scurisce completamente le superfici».

Carabinieri TPC Tutela Patrimonio Culturale reperti recuperati 3

«Quindi questa è una fase di studio, ripulitura, schedatura, fotografia e ricomposizione - ha concluso Giglio - Fasi successive potranno essere quella di un supporto anche perché sono manufatti estremamente fragili, di grandi dimensioni, pesanti e, tutto sommato, sottili. Chi le aveva trafugate aveva fatto fare un primo restauro, ma gli incollaggi fatti stanno lentamente cedendo perché prima non erano stati consolidati gli impasti. Abbiamo trovato alcuni schizzi di cemento in qualche pezzo, quindi si pensa che dei frammenti siano stati tenuti nascosti in cantieri edili. Entro l'estate dovremmo completare tutti i cicli degli affreschi e i restauri completi dovrebbero concludersi per ottobre».

I furti di reperti e opere d'arte in Italia nel corso del 2016

Tracciando il bilancio delle operazioni 2016 dei Carabinieri TPC, i militari hanno registrato una lieve flessione dei furti dei beni culturali pari allo 0,2% con una marcata diminuzione delle sottrazioni di documenti d'archivio e di materiali bibliografici (-67,2%). Crescono i risultati nelle attività di recupero con 94.168 beni ritrovati pari a un +171,3% rispetto al 2015. Un vero e proprio tesoro del valore stimato di quasi 54 milioni di euro.

Cresce il contrasto alla contraffazione di opere d'arte nel settore contemporaneo (smascherate 667 opere) pari a un +31,6% “con falsi eccellenti attribuiti anche a Dalì, Maccari, Cascella, Bueno”.

Rimpatriati 27 beni tra i quali i 17 dipinti trafugati dal Museo di Castelvecchio a Verona il 19 novembre 2015.

Le regioni più colpite da furti di beni culturali sono state in assoluto la Toscana, la Campania, il Piemonte e il Lazio mentre, nel confronto tra 2015 e 2016, il fenomeno cresce in Toscana, Piemonte, Sicilia, Liguria ma, al contrario, cala in Emilia Romagna, Lombardia, Puglia e Campania.

Aumentano i furti nei musei e nelle pinacoteche (+42,8%), nelle biblioteche pubbliche, private ed ecclesiastiche (+27,7%), nei luoghi di culto (+18,8%), all'opposto diminuiscono negli archivi pubblici, privati ed ecclesiastici, (eventi reato -44% e beni sottratti -97,6%), luoghi espositivi pubblici o privati (eventi reato -35,2% e beni sottratti -36%), luoghi privati (eventi reato -11,9% e beni sottratti +119%).

I Carabinieri TPC nel corso del 2016 hanno rilevato 14 scavi clandestini, diminuzione rispetto ai 21 trovati 2015, il tutto grazie anche alla mappatura delle aree archeologiche e alla sorveglianza compiute «con l'impiego di nuove tecnologie - dice il generale Parrulli - come i droni, in aggiunta a elicotteri e pattuglie a piedi»: 58 sono state le persone denunciate per il reato di ricerche archeologiche non autorizzate.

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