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Roma, ecco tornare il solito decrepito concetto: facciamo cassa con i parcheggi a pagamento a 3 euro l'ora. I precedenti e le brutte figure

Parcometro0AI cattivi esempi del passato non servono, almeno così pare. Non c'è bisogno di andare troppo indietro per rammentarne su Roma: ci fu il sindaco Marino che dispose l'innalzamento delle tariffe per i parcheggi in striscia blu a 3 euro l'ora, disposizione poi bocciata dal Tar. Ma non è solo questo. Rimane in voga quel decrepito atteggiamento, dannoso, ambiguo, nonché segno di incapacità amministrativa, quello di fare cassa con immediatezza e non agire strutturalmente sui meccanismi di spesa

di Giuseppe Grifeo

Così a Roma, città con le tassazioni fra le più alte d'Italia e d'Europa, si torna con il concreto tentativo dell'amministrazione di fare rapida cassa. Nel contempo i normali servizi languono. Guarda caso si vuole spremere la gente proprio sull'auto e sui parcheggi a pagamento, quelli con le strisce blu.

Il pagamento orario: anche l'amministrazione grillina-Raggi la vuole portare a 3 euro l'ora (come da proposta di epoca Marino) allargando le soste tariffate all'Aurelio, all'Eur, corso Francia, nell'area di viale Libia e anche a Ostia.

Vero, il maggior costo sarà nel cuore della città, alcune aree dentro le mura aureliane saranno anche a 1.5 euro l'ora non solo a 3 euro e fino all'anello ferroviario da 1 euro/ora fino a 3 anche lì. Aumentano e non di poco, come sottolineato all'inizio del precedente paragrafo, i parcheggi a pagamento.

Si sta ricalcando il vecchio piano generale del traffico voluto dall'ex sindaco Marino nel 2015.

Strisce Blu 4Guarda caso si preme proprio su quei mezzi che servono alla gente per andare a lavoro nel comune capitolino che, per superficie, nei suoi confini può ricomprendere sei delle più grandi città d'Italia. Si spreme l'auto che è già il bene più tartassato perché facile da "frullare" amministrativamente come si fa di solito, a partire dai carburanti, tassati a circa il 70 per cento (in merito un articolo del 2012, tanto la situazione è praticamente invariata: oggi su 1,490 euro al litro di benzina, il vero prezzo netto sarebbe di 0,493).

Guarda caso, l'amministrazione è sicura dei prossimi raddoppiati incassi (attualmente circa 20 milioni di euro l'anno... col rincaro sono da duplicare, succhiati dalle nostre tasche) grazie ai parcometri-parchimetri e tagliandi prepagati (poco meno di 4,5 milioni, anche questi da raddoppiare con la nuova tariffa), perché in Campidoglio si sa che il romano e i pendolari extra Roma che utilizzano la propria auto, non potranno fare a meno del mezzo privato: già oggi il sistema pubblico di trasporto urbano non basta al numero di "utenti" esistenti, figuriamoci se solo il 5% degli attuali automobilisti dovesse lasciare il proprio mezzo per trasferirsi su autobus e metro (studio già più volte pubblicato su una miriade di testate e non adesso).

Non c'è spazio per tutti, oggi, sui mezzi pubblici. Situazione ancora più invivibile e paralizzata se si dovesse aggiungere una fetta estremamente minoritaria di chi oggi utilizza la propria auto per andare a lavorare, quelli che non lo fanno per capriccio ma per compiere un atto vitale e fondante per il proprio tenore di vita spesso già ridotto all'osso.

Quindi, l'amministrazione Raggi vuole far salire a 3 euro l'ora la sosta tariffata.

È una misura di sola cassa, non serve per portare gente verso la bicicletta e un presunto trasporto sostenibile: figuratevi di andare a lavoro da Settebagni all'Eur, ogni giorno (in diversi fanno questo percorso o ne compiono di simili, in auto, scooter e mezzi pubblici o combinazione di questi) sia in andata la mattina che la sera al ritorno in bicicletta... altro che pedalata salutare e poi quanto tempo servirebbe?

Il primo invito rivolto ai lettori è quello di leggersi articoli del passato recente, pochi esempi ma molto gustosi, rappresentativi anche di un ammuffito modo di amministrare una città (ma che si sta per ripetere in questo 2017) e delle conseguenze che si porta dietro. Sono articoli corredati da foto, confronti con realtà estere, riflessioni e... pessime figure degli amministratori capitolini (qui sotto i titoli-link agli articoli):

Facile amministrare così. Con questi metodi non ci si scosta neppure di un micron dai vecchi metodi di chi ha governato la città in tempi antecedenti.

Più difficile avere il coraggio di progettare e attuare ristrutturazioni profonde dei sistemi, della macchina pubblica, più difficile perché non ci saranno risultati immediati e, come già si sa, in Italia siamo in continua campagna elettorale: meglio fare incavolare la gente adesso (tanto protesta solo a parole), poi si potrà dire che ci saranno più denari in cassa da spenderli in servizi. Solo che le voragini mangiasoldi si amplieranno indisturbate, altrimenti non si spiegherebbe il declino pluridecennale di Roma.

Così si ragiona nei palazzi del potere.

Peccato che le vere cause degli sprechi e delle inarrestabili emorragie di risorse rimarranno intatte. In vista nessun piano a lungo termine che porterebbe grandissimi vantaggi alla comunità.

Il politico, nuovo o vecchio che sia, deve garantirsi un'arma da spendere in termini più brevi.

Faranno cassa e null'altro. Questo è quanto racconta un certo modo d'agire. Nulla di più. Ci stiamo abituando e non va bene.

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