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Lotta al traffico e al saccheggio dell'arte: esperti da tutto il mondo chiamati dall'Arca In evidenza

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Due delle tre preziose statue recuperate alla Cambogia Due delle tre preziose statue recuperate alla Cambogia (nell'articolo, le foto che ritraggono Lynda Albertson e il Principe Sisowath Ravivaddhana - l'immagine inserita nel corpo della sua dichiarazione - sono di Angelo Campus)

L'Association for Research into Crimes against Art (Associazione per la Ricerca sui crimini contro l'Arte), Arca, ha concluso l'edizione 2014 dei suoi corsi multidisciplinari di sviluppo professionale. A fare come sempre da cornice ai lavori, la cittadina medievale di Amelia, in Umbria, a cento chilometri da Roma. Dal 27 al 29 giugno sono arrivati oltre cento relatori e partecipanti provenienti da 21 paesi di tutto il mondo.

ARCA 2014 conference RIDCome nelle passate edizioni l'attenzione è stata incentrata su questioni relative a ben particolari reati come l'arte della falsificazione, il furto d'arte e il saccheggio, la distruzione di opere d'arte in zone di conflitti e questioni di sicurezza nei musei.

Questa edizione e le precedenti hanno già generato un'imponente produzione di studi e relazioni, il tutto custodito nella Biblioteca Luciano Lama di Amelia in collaborazione con il Comune umbro.

18b«Questi incontri organizzati da Arca servono a formare diverse figure professionali di diverse nazioni - sottolinea Lynda Albertson (nella foto a sinistra), amministratore delegato di Arca - storici dell'arte, archeologi, giornalisti, avvocati, criminologi, agenti delle forze dell'ordine e dei servizi di intelligence di diversi paesi».

Il focus principale si svolge sempre in una due giorni molto intensa con esperti di tutto il mondo che si riuniscono per confrontarsi sulle criticità nella tutela del patrimonio culturale, nonché su questioni relative alla proprietà legale e provenienza delle opere d'arte.

Arca 2014 Ravi 2Al centro del seminario-convegno, Sua Altezza il Principe Sisowath Ravivaddhana Monipong della Casa Reale della Cambogia (nella foto a sinistra), che ha fornito un'analisi della prospettiva del suo Paese sul ritorno al complesso del tempio Koh Ker di tre statue di arenaria pre-angkoriane (X secolo) saccheggiate dal sito di Prasat Chen, sculture con le sembianze delle tre figure leggendarie di Duryodhana, Balarama e Bhima.

arca Simon MackenzieDiscorso che ha trovato un trait d’union con Simon Mackenzie (nell'immagine a destra) del Trafficking Culture project presso l'Università di Glasgow che ha parlato dei network del commercio di antichità in Cambogia settentrionale e nella Thailandia occidentale nel corso della guerra civile durante il governo dei Khmer Rossi nella stessa Cambogia (1975-1979).

Inoltre, Mackenzie, proprio per il suo lavoro, ha ricevuto dal fondatore di Arca, Noah Charney, l'Eleanor and Anthony Vallombroso Award 2014 for Excellence in Art Crime Scholarship.

BHIMA 2ravi«In Cambogia la conservazione del patrimonio archeologico è diventato uno dei principali argomenti discussi tra i membri dell'intellighenzia locale, ma è un fenomeno recente e si verifica perlopiù in ambienti influenzati dall'occidente - ha sottolineato il Principe Sisowath Ravivaddhana - La volontà del Governo Reale è quello di educare nel modo più diffuso e accessibile, per far capire alla gente come queste opere d'arte siano sacre e sante per il nostro patrimonio, sia come cambogiani che come superstiti di un genocidio durante il quale l'arte e la cultura sono stati annullati. Scuole di scultura, corsi di formazione archeologici e lezioni di tecnica di conservazione stanno migliorando in qualità e quantità in tutto il Regno. A poco a poco, sempre più persone vengono educate al dovere di preservare e difendere il nostro patrimonio culturale. Tuttavia, le ferite della guerra, la povertà e la potenza dei gruppi che sponsorizzano i saccheggi e il traffico internazionale d'arte, sono ancora prevalenti e finché rimarrà questa tendenza di appropriarsi dell'Antiquariato Khmer, non saremo in grado di sradicare questo desiderio tristemente umano di svendere e monetizzare il nostro patrimonio artistico».

Estremamente interessanti le sessioni tematiche dedicate a questioni di collezionismo di moda e da intenditore, falsi e contraffazioni, saccheggi, contenzioso e rimpatrio e le tante facce del traffico illecito del patrimonio artistico.

E qui hanno tenuto banco grandi esperti internazionali, come Chris Marinello, dall'Art Recovery International a Londra, Saskia Hufnagel, Docente di Diritto Penale dell'Università Queen Mary, personaggi che hanno esaminato il caso “Cornelius Gurlitt” venuto alla ribalta della cronaca in quanto conservava in casa migliaia di opere, tra queste molti capolavori che si pensavano perduti, trafugati all'epoca del regime nazista di Hitler agli ebrei: in dettaglio la questione è stata affrontata dalla prospettiva di una così strana situazione discutendo sulle risposte della Germania alle difficoltà giuridiche ed etiche in materia di diritti di proprietà conseguenti a casi di saccheggio durante la Seconda Guerra Mondiale.

Forte punto di debolezza nella sicurezza, quello riguardante la vulnerabilità dell'arte sacra nei luoghi dove è normalmente custodita, a cominciare dalle chiese, punto evidenziato da Stéphane Théfo, comandante di polizia dell'Interpol, nonché da Judith Harris giornalista presente a Roma (ARTnews; www.i-italy.org) e dal Reverendo dottor Marius Zerafa che ha fatto una panoramica sui furti in chiesa, attuali e passati, perpretati sia dalla criminalità organizzat, sia da ladri improvvisati che approfittano della facilità d'accesso dei luoghi di culto.

Arca Ferri AlessandriniGrandi le difficoltà nel far rispettare gli ordini di sequestro per quanto riguarda antichità italiane, come sottolineto da Stefano Alessandrini, consulente per il ministero per i Beni Culturali e Ambientali e da Paolo Giorgio Ferri di Iccrom (Centro Internazionale di Studi per la Conservazione e il Restauro dei Beni Culturali). I due hanno messo in evidenza come i casi dell'Atleta di Fano e di altre antichità trafugate, debbano percorrere una sorta di interminabile via crucis fra i vari tribunali nazionali e internazionali per riuscire a trovare una definitiva soluzione legale.

arca ChristianaIl quadro geografico cambia spostandosi e focalizzandosi sul traffico internazionale nella parte Nord di Cipro. La complessità della situazione è stata illustrata da altri due studiosi, sempre “in prima fila” e sul campo: Sam Hardy, ricercatore di antichità per il Centro di Archeologia Applicata presso l'University College di Londra e Christiana O'Connell-Schizas (nella foto a destra), dal Baker & McKenzie (Riyadh) che ha dato un panorama particolareggiato sulla rimozione illecita, trasporto e commercio di antichità ecclesiastiche saccheggiate dai territori occupati nella parte settentrionale di Cipro.

Il weekend di studi e approfondimenti si è concluso con i colloqui fra agenti delle forze dell'ordine con i dipartimenti di polizia di Hong Kong e dei Paesi Bassi per confrontarsi sui delitti d'arte e sul loro impatto nei mercati globali dell'arte in Europa e nell'Estremo Oriente.

Giuseppe Grifeo

Giuseppe Grifeo

(direttore responsabile)

Pubblicista dal 1996 e professionista dal 2001, il mio primo approccio con questo mestiere fu quasi brutale (permettetemi il termine) andando a scovare ciò che accadeva nelle strade. Potete già immaginare quali tipi di realtà ho incontrato durante il mio errare alla ricerca della famigerata "notizia".

Ho cominciato in radio poi sono giunto al cartaceo. Ho sempre ritenuto che vedere con i propri occhi e sentire direttamente nei luoghi dei fatti, fosse l'unica formula vincente. Nessuno spazio per chi ha intenzione di fare giornalismo su una sedia e tramite telefono. Infine, l'operaio della parola, quale è il giornalista, deve conoscere bene i suoi strumenti, il suo "mattone": la lingua italiana...
La mia esperienza iniziata negli anni 90 del 1900 si è arricchita ancora di più dal 2002 scrivendo per il quotidiano nazionale Il Tempo. Ho creato giornalisticamente, dal nulla, La Voce del Municipio e per sei anni l'ho fatta crescere fino a novembre 2011.

Siciliano-catanese, dal 1975 residente a Roma.
E-mail: g.grifeo3@gmail.com

Sito web: www.grifeo.it
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