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'Porta a porta': se a Roma l’Ama nessuno l’ama, a Cinquina i cittadini sono sul piede di guerra

SELEZIONE RACCOLTA AMA CINQUINA

Saltata da tempo la programmazione del servizio, con il mancato ritiro nei giorni stabiliti e rifiuti che per giorni rimangono fuori delle abitazioni sotto il sole.

Una situazione insopportabile, nella città con la TaRi tra le più alte d’Italia, dove invece che essere una risorsa, la “differenziata” è una pesante spesa nel bilancio comunale. Municipi e assessorati inondati da telefonate ed email di protesta, ma nonostante il cambio al vertice Ama, il caos rifiuti a Roma rimane

di Maurizio Ceccaioni

AMA A CINQUINA-1 rid

Tarsu, Tia, Tares, Tari: quanti nomi sono cambiati dal 1993, per quella considerata tra le “tasse” più odiate dai cittadini. Un servizio quando viene erogato va pagato, ma quando non funziona e i costi della mala gestione si scaricano sui cittadini, proprio non va. Perché a dar retta al ‘10° Report nazionale su Servizi e Tariffe Rifiuti di Federconsumatori (vedi), a fronte di una media nazionale 296 euro annui per una famiglia tipo di 3 persone, a Roma se ne spendono 389. Sicuramente meno di Napoli (448), ma di certo molto più di Torino (340) e Milano (324). Soldi utilizzati da Ama, anche per «Separare, ridurre e trasformare i rifiuti in risorsa», secondo uno slogan dell’azienda. Ma, come ricordava tempo fa La Stampa, invece di portare guadagno, la raccolta differenziata a Roma ci costa 200 euro/ tonnellata contro i 50 di Milano: 2 miliardi in dieci anni.
Volpe a caccia di rifiuti-Cinquina rid
Tartassati e inviperiti: così si sentono i romani, viste le proteste che arrivano a giornali e municipi. Anche se non è la Napoli di tempo fa, in tutti i quartieri di Roma ci si lamenta. E se a San Lorenzo i rifiuti imputridiscono negli androni dei palazzi e il Municipio II diffida l'Ama, come riportato tempo fa da Repubblica, non è diversa la situazione in tutta la Capitale, sia per il ‘Porta a porta’, che il ritiro stradale. Con la spazzatura non ritirata sale anche il rischio a livello sanitario, specie in questi giorni di caldo africano, con odori spesso insopportabili. Richiamo olfattivo per cani, gatti, topi e blatte. Ma anche per cinghiali e volpi (foto sopra) che di notte imperversano indisturbati in città. Puzza come quella che dal 2011 rende la vita impossibile ai residenti di Fidene, Villa Spada, Serpentara, Nuovo Salario e Settebagni, dopo l’apertura dell’impiantoTmb (selezione e trattamento rifiuti) di via Salaria 981. Pare che anche qui, a nulla siano servite manifestazioni, lenzuoli sui balconi, proteste, denunce per far chiudere quell’impianto a pochi metri da decine di migliaia di persone. Tra le tante promesse, anche quelle dell’assessore comunale all’Ambiente, Pinuccia Montanari, intervenuta in una recente assemblea pubblica in largo Labia, a Serpentara.

CARTELLI NO TMB A FIDENE-ridUn caos in Ama, che investe anche i lavoratori. «Cambiano i vertici, ma a lavorare siamo sempre di meno, con mezzi vecchi e spesso rotti. Ma questo la gente non lo sa e se la prende con noi, se le cose stanno come stanno», chiosa un ‘Operatore ecologico’ Ama interpellato per strada. Ma basta parlare con altri lavoratori per avere la certezza che non è una voce solitaria. Parole dure di chi si trova in prima linea, ad affrontare la rabbia dei cittadini, accumulata nel tempo, per tutto quello che non funziona e che si paga salato. Perché se in questo momento il detonatore della protesta è la gestione dell’Ama, il malcontento riguarda anche le continue rotture di strade già disastrate per le perdite delle tubature dell’acqua, come la gestione delle aree cimiteriali (sempre Ama), con risibili controlli interni, lasciate in mano a delinquenti di varie etnie e piccioni che defecano su tutto. Ma il palmarès va ex equo con il trasporto pubblico dell’Atac, oggi messo a “rischio privatizzazione”, con la raccolta di firme per il referendum proposto dai Radicali. Un allontanamento dal Tpl fotografato da Istat, con il -6% dei passeggeri trasportati Roma nel 2015, ma cresciuto del 4,1% a Milano.
Attesa metro BDue public utility di totale proprietà del Comune di Roma, nelle quali non avrebbe voluto (o potuto?) mettere mano nemmeno l’assessore alle Partecipate Massimo Colomban, in procinto di lasciare l’incarico. Società per azioni solo sulla carta, per le quali si spendono ogni anno circa 2 miliardi dei contribuenti, di cui 602 milioni ad Atac e circa 1,4 miliardi ad Ama. Soldi spesi per un servizio che non funziona, ma che secondo le solite “malelingue”, potrebbero servire anche per mantenere un possibile serbatoio di voti elettorali, con i quasi 12 mila dipendenti di Atac e gli oltre 7900 di AmaMentre i cittadini aspettano risposte lontane a venire, visti i debiti ereditati e la ritrosia al cambiamento di vaste fasce dell’Amministrazione capitolina, si è persa l’occasione di dare quell’annunciato «taglio netto col passato», dopo l’approvazione della nuova delibera per lo stadio della Roma a Tor di Valle, considerata «L’ennesimo patto spartitorio con banche e costruttori». Un progetto che di pubblica utilità ha molto poco, secondo molti urbanisti, tra cui l’ex assessore all’Urbanistica Paolo Berdini.
AMA A CINQUINA-2In questi ultimi anni si sono versati litri d’inchiostro e usato un variopinto repertorio di aggettivi, per descrivere la “gestione rifiuti” a Roma. Benché se ne siano accorti in pochi, a fine maggio 2017 Ama annunciava che nel primo trimestre 2017 la raccolta differenziata era passata al 44,2% (+1,6% sul 2016 e +3% sul 2015). Dal 19 novembre 2012 il ‘Porta a porta’ si fa anche in III municipio (ex IV). Tra le 14 aree scelte, dove risiede il 13% dei cittadini, ci sono Castel Giubileo, Settebagni, Villa Spada, Casal Boccone, Bufalotta e Cinquina. Ma la raccolta differenziata, partita a singhiozzo è oggi collassata. Da residente nella zona Cinquina/Bufalotta, testimonio il degrado del servizio e il disagio vissuto dai cittadini, che in tanti hanno contattato la nostra testata esprimendo duri giudizi. Una situazione nota all’assessore all’Ambiente e ai rapporti con Ama del III municipio, Mimmo D’Orazio, che da noi interpellato si dice «impotente davanti alla mole di solleciti ricevuti dalla gente». Incolpevole destinatario delle proteste, ricorda che non può far altro che «girare le email ricevute al responsabile Ama del III municipio e sollecitare gli interventi». 
CARTELLI NO TMB A FIDENE-3 ridCapisco ma non giustifico le difficoltà a gestire migliaia di tonnellate di Rsu a Roma, con il noto stato degli impianti, ma mi rimane difficile comprendere perché, dopo 8 giorni di attesa, mi ritrovo il mio contenitore dell’indifferenziata non svuotato mentre è stata ritirata in tutta la via. Oppure, il comportamento di due camioncini Ama (una coppia di donne e una di uomini), che 27 giugno hanno girato per Cinquina dopo le ore 22 per circa due ore. Interpellati da una signora in via Aurelio Gotti, per svuotare dei cassonetti lì vicino, gli uomini del mezzo declinavano responsabilità sulla programmazione, accusando chi organizza i “giri.” Era il turno di plastica e metalli, che invece sono rimasti lì per altri giorni, ma si è capito che finalmente stavano prendendo l'indifferenziata. Ma tornando a casa, mi sono accorto che dei due sacchetti messi nel secchio, uno stava ancora lì e vi è rimasto sotto il sole per altri 5 giorni. Vorrei capire perché molti contenitori condominiali sono inservibili dopo il trattamento ricevuto durante lo svuotamento e talvolta lasciati in mezzo alla strada, dopo la rottura delle ruote, come accaduto due sere fa sempre in via Aurelio Gotti da due operatrici. E ci spiegassero pure perché a fine giugno alle quattro e mezza di notte, i lavoratori in turno urlavano come fossero al mercato, facendo un baccano indescrivibile ad ogni sosta con i bracci meccanici. Allora non è solo un problema di organizzazione, ma anche di “testa”. Vorremmo, da cittadini, che l'assessore comunale all’Ambiente Pinuccia Montanari, con la quale parlai ildi questi ed altri problemi di Cinquina, il 31 maggio scorso a margine di un incontro nei Musei Capitolini, faccia un passo concreto verso Ama per chiedere chiarimenti anche di questi comportamenti, oltre dei disservizi nel ritiro dei rifiuti.
Mentre aspettiamo una risposta, siamo curiosi di conoscere i risultati dell’indagine sulla ‘Qualità della vita e i servizi pubblici locali a Roma’ (anno 2017), che sarà presentata giovedì 20 luglio 2017 alle ore 11, presso la Sala della Piccola Protomoteca in Campidoglio. Commissionata dall'Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali di Roma Capitale, l’indagine è giunta alla X edizione. Invitati i vertici istituzionali di Roma Capitale, dei Municipi e delle aziende erogatrici dei servizi pubblici analizzati e rappresentanti delle Associazioni per la tutela dei diritti dei consumatori e degli utenti.

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