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Alla prima tornata del voto comunale nessun vioncitore, Marino ha totalizzato il 42,61%, non lontano dal traguardo e Alemanno si è attestato a quota 30,28%, quindi domenica 9 e lunedì 10 giugno si tornerà alle urne per il Ballottaggio delle Elezioni comunali 2013 di Roma (scheda azzurra che è tornata a dimensioni normali e "umanamente possibili" visti i soli due nomi fra i quali scegliere).

Ballottaggio (scheda rosa) anche nei municipi II, III e IV, come in quasi tutti gli altri municipi romani, dove si fronteggeranno:

 nel II Municipio (ex II e III - foto 1 della galleria di immagini), Giuseppe Gerace (centrosinistra 44,3%) e Sara De Angelis (centrodestra 30,20%);

 nel III Municipio (ex IV - foto 2 della galleria di immagini), Paolo Emilio Marchionne (centrosinistra 45,04%) e Cristiano Bonelli (centrodestra 31,23%);

 per il IV Municipio (ex V, prima volta nella sua storia al ballottaggio - foto 3 della galleria di immagini), Emiliano Sciascia (centrosinistra 46.68%) e Giovanni Ottaviano (centrodestra 28,40%).

Come si votaTornando al voto per le Comunali del 26 e 27 maggio scorsi, oltre Marino e Alemanno, primi due candidati per numero di voti, si sono posizionati a parecchie lunghezze di distanza (a fine articolo, tabelle riassuntive dal sito della Prefettura di Roma): De Vito al 12,43%, Marchini al 9,48%, Medici al 2,2%, Marra 1,18%; gli altri 13 si sono fermati a solo delle frazioni di punto, del tutto inconsistenti.

Un esempio fra tutti i partiti resi "impalpabili" dal voto, la "Lista Civica Italia Reale" che ha totalizzato lo 0,06 per cento dei consensi (618 voti soltanto su tutto il comune capitolino), segno che non basta essere nostalgici per presentarsi agli elettori, ma bisogna dotarsi di candidati validi, trascinanti, che sul territorio e nella società abbiano avuto un peso... reale: i cognomi da soli non bastano e sarebbe stato opportuno non far fare questa magra figura alla Corona Reale.

Come fare a votare per questo ballottaggio?

Tutto molto semplice. Le schede elettorali riporteranno due rettangoli, ognuno con uno dei due nomi dei candidati.

Si deve tracciare un segno sul rettangolo della scheda elettorale, dentro il quale è scritto il nome del candidato sindaco che si preferisce. Nulla di più. Stesso meccanismo per i ballottaggi ai municipi e la scelta dei presidenti.

Le sezioni elettorali saranno aperte domenica 9 giugno, dalle ore 8 alle ore 22, e lunedì 10 giugno, dalle ore 7 alle ore 15. Le operazioni di scrutinio inizieranno subito dopo, al termine delle votazioni. L'unico caso previsto di non validità del voto, è illustrato in un'immagine a fine di questo articolo, tratta dal manuale di “Istruzioni per le operazioni degli uffici elettorali di sezione”, redatto dal ministero dell'Interno, Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali, Direzione Centrale dei Servizi Elettorali.

Tessera elettorale

Il Ministero dell’Interno ricorda che gli elettori, per poter esercitare il diritto di voto presso gli uffici elettorali di sezione nelle cui liste sono iscritti, dovranno esibire, oltre ad un documento di riconoscimento, anche la tessera elettorale personale e permanente.

Chi avesse smarrito la propria tessera personale o abbia esaurito le caselle dove deve essere apposto il timbro della sezione elettorale, potrà chiederne il duplicato agli uffici comunali (Ufficio Elettorale all'Eur, in piazza Guglielmo Marconi 26/c) o dei propri municipi che resteranno aperti per tutta la durata delle operazioni di voto.

La nuova tessera elettorale viene rilasciata immediatamente dagli uffici, basta presentarsi con un documento valido di riconoscimento.

Restano invece valide e utilizzabili le tessere che abbiano ancora caselle di registrazione in bianco, indipendentemente dal fatto che il numero del Municipio sia quello vecchio, precedente all’accorpamento dei Municipi di Roma Capitale.

Pubblicato in Ultim'ora

Roma, al "LiberThè" di viale Adriatico 20, a settant’anni di distanza dai tragici eventi, i ricordi dei sopravvissuti al bombardamento di San Lorenzo nella proiezione del film documentario “Io c'ero”, del regista Rosario Maria Montesanti. Interverranno i presidenti del III Municipio, Paolo Emilio Marchionne e del IV, Emiliano Sciascia

Roma, 19 luglio del 1943 - 19 luglio 2013: settant’anni fa il bombardamento dello Scalo di San Lorenzo. Quella che con l’eccidio delle Fosse Ardeatine e la deportazione degli ebrei dal Ghetto dopo le leggi razziali, fu una delle pagine più nere vissute dalla Città Eterna durante la Seconda guerra mondiale, viene rievocata nei ricordi ancora vivi, nella voce e negli occhi dei sopravvissuti in «Io c’ero», “film verità” del regista Rosario Maria Montesanti, che verrà proiettato ” il 19 luglio alle 17 e alle 20 nella piccola sala del caffè letterario "LiberThè", in viale Adriatico 20 (Monte Sacro).
Bombardamento S. Lorenzo Map2Con questo film-documentario «L’ultimo dei registi di Monte Sacro», come ama definirsi Montesanti, vuole lasciare i riflettori accesi sulla storia di quel primo bombardamento a tappeto su Roma, che andò ben oltre l’obiettivo ufficiale degli Alleati: lo scalo ferroviario. Un bombardamento che invece riversò morte e distruzione su quartieri popolari, come San Lorenzo, Prenestino, Casilino (in particolare il Pigneto) e su quelli più signorili, come Nomentano, Tuscolano e Labicano.
Quel 19 luglio 1943, mentre a Feltre s’incontravano Mussolini e Hitler, a Roma verso le 10 del mattino, suonarono le sirene antiaeree. Dalle fortezze volanti americane che come stormi di uccelli in sequenza oscurarono la luce del sole, furono sganciate sulla città di Roma oltre 1000 tonnellate di bombe. Ordigni che uccisero i vivi e “svegliarono” i morti, sventrando le tombe del cimitero del Verano e la basilica di San Lorenzo. Alla fine si contarono circa 3.000 morti e 11.000 feriti tra la popolazione. Solo a San Lorenzo i morti furono 1.500 e 4.000 i feriti.

papa Pio XII a S.Lorenzo Foto Istituto LuceFu un fatto eccezionale per la Città eterna, tanto che Pio XII (papa Pacelli - nella foto di quel tragico momento, Archivio Istituto Luce), mai uscito dal Vaticano dall’inizio del conflitto, si recò tra quelle macerie dove ancora si scavavano i morti, poi raccolti nel piazzale del Verano, e spalancando le braccia a quell’umanità ferita li raccolse tutti in un abbraccio collettivo.
Ma quello non fu che il primo di una lunga serie che colpì quella «Roma Caput mundi» che solo un mese più tardi fu dichiarata «Città aperta», ma che, nonostante questo, subì criminosamente e per un altro anno ancora, oltre 50 bombardamenti, definiti poi dagli storici, «politici»: tesi cioè, a far insorgere gli italiani contro il Fascismo, trasformato in causa principale di quei lutti.
Alla proiezione del 19 luglio interverranno i presidenti del III Municipio (Monte Sacro), Paolo Emilio Marchionne e quello del IV (San Lorenzo), Emiliano Sciascia.

Rosario Maria Montesanti, regista, sceneggiatore, autore televisivo e compositore romano, risiede a Monte Sacro. Ha realizzato «Oltre la notte», un film andato in onda sulle tre reti Rai. Autore e regista di numerosi programmi Rai (Sereno variabile, la Grande storia in prima serata), ha dato vita a vari format come "Cercando cercando", "Io lo conoscevo bene", "Il mio novecento", "Nati senza camicia", "Limousine".

Per "De Agostini" e "Istituto Luce" ha realizzato diverse serie di filmati. Ultimamente, per il gruppo "La Repubblica – l’Espresso", ha realizzato "I segreti di Roma" quattro film in dvd di Corrado Augias. Attualmente segue nelle collaborazioni con Rai, Istituto Luce ed editori vari.

Maurizio Ceccaioni

Pubblicato in Cinema

A via dei Prati Fiscali era spuntato un piccolo villaggio abusivo ma niente paura, è stata una provocazione, una protesta messa in campo nel pomeriggio di giovedì 26 settembre dagli esponenti dell'opposizione di centrodestra del III Municipio.

Baraccopoli tricolore 3

L'intento polemico della “Baraccopoli Tricolore” era diretto contro il presidente del distretto amministrativo romano di Monte Sacro, Paolo Emilio Marchionne (Pd), contrario agli sgomberi come strumenti per risolvere/eliminare la presenza di baraccopoli/tendopoli in molte aree del territorio.

Insediamenti abusivi, vera emergenza dal punto di vista sanitario, presenti non solo sotto al Ponte delle Valli e all'interno del Parco delle Valli nel lungo fosso che costeggia la linea ferroviaria, ma anche in altri punti come sotto ai viadotti dei presidenti (segnalato e fotografato dai comitati di quartiere).

Baraccopoli tricolore 2Persino fra via dei Prati Fiscali e la via dei Prati Fiscali Vecchia con camper in sosta perenne, in un caso parcheggiato accanto a una Porsche con targa di San Marino su cui salgono gli stessi nomadi accampati (!).

(foto a sinistra)

Baraccopoli largo Pugliese

Presenti anche accampamenti estemporanei quanto stabili (è vero, è una contraddizione in ternini, ma è anche l'unico modo per definire quanto accade), come il bivacco a largo Sergio Pugliese, lungo viale Ugo Ojetti, dove una cabina telefonica è diventata uno spogliatoio/cabina armadio (foto a destra) mentre le aiuole sono state trasformate in giacigli/pattumiere ricolme di cartacce, bottiglie vuote, escrementi e altro.

Tornando alla finta tendopoli/provocazione di giovedì pomeriggio, uno striscione incuriosiva gli automobilisti di ritorno a casa quando si fermavano al semaforo di piazzale Jonio: «Per la sinistra non è emergenza ma i cittadini hanno perso la pazienza».

Sul tappeto d'erba dello spartitraffico, oltre agli "occupanti", un gazebo, alcune tende portate dai comitati di quartiere nel corso della manifestazione e stesi alla meno peggio lungo delle corde assicurate agli alberi, reggiseni, panni vari e cuscini: la scena doveva avere una parvenza di ironica credibilità.

Baraccopoli tricolore 5«È vero che non basta sgomberare, ma i cittadini si aspettano prima di tutto il rispetto delle regole - ha detto l'europarlamentare Roberta Angelilli, presente alla manifestazione - Servono sì soluzioni condivise ma non si possono scaricare sul territorio situazioni di degrado e di emergenza sanitaria che pesano sulla collettività. È vero, da gennaio le città potranno utilizzare direttamente risorse per la riqualificazione urbana, per l'assistenza sociale, ma prima di ogni cosa bisogna ripartire dall'osservanza delle regole».

«Oggi iniziamo una serie di manifestazioni eclatanti supportati dalla cittadinanza che ci incalza perché vuole soluzioni - ha sottolineato Francesco Filini, capogruppo Fdi in Municipio - E' irresponsabile che il vertice del Municipio dica no agli sgomberi, come è accaduto oggi in Consiglio (ndr: il 26 settembre mattina): tutti gli sbaraccati di Roma stanno venendo qui. Potrebbe accadere di tutto, come in altre zone della Capitale, poi qualcuno dovrà prendersene le responsabilità».

Baraccopoli tricolore 0«Doveroso rappresentare tanto disagio manifestatoci dai cittadini – ha detto Cristiano Bonelli, capogruppo locale del Pdl – Mai come in queste settimane ho avuto tante segnalazioni. La presidenza del Municipio afferma che non ha senso sgomberare, intanto il sindaco Marino ha iniziato a farlo altrove a Roma! Che vuole fare Marchionne, presidente del III, chiuso nella sua isola ideologica? Fino a oggi abbiamo censito nel territorio una ventina di campi abusivi».

«Per l'ennesima volta la parte sana del Municipio cerca di dimostrare che esiste un'emergenza di legalità e di decoro – ha rimarcato Jessica Palmira De Napoli (Pdl) – Nell'ultima seduta del Consiglio municipale il presidente ha risposto con l'ennesima frase, che il fenomeno Rom riguarda un disagio sociale diffuso in tutta Europa, frase registrata durante la seduta. Ma si può rispondere così a un territorio che chiede soluzioni?».

«Questa nostra manifestazione diventa una sfida ma in senso positivo, ovvero, per una spinta verso la ricerca di una soluzione – ha sottolineato Giordana Petrella (Pdl) – Sono adirata, veniamo da una seduta consiliare allucinante. Né il presidente del Municipio, né l'assessore ai Servizi sociali hanno alcuna soluzione né percezione di quanto accade nel territorio: continuano solo a dire di “no” agli sgomberi. Oggi ogni area verde anche un po' nascosta diventa un campo abusivo e, di riflesso, si trasforma in disagio per il cittadino che vi abita vicino».

Pubblicato in costume e società

Roma, III Municipio, approvazione Bilancio - Prova “muscolare” fra opposizione e maggioranza basata sul nulla. Migliaia di Ordini del giorno (Odg) incidentali dall'opposizione, votati e classificati dalla maggioranza del Consiglio come mozioni, atti che poi sono ridiventati Odg per proposte e azioni, diverse fra loro, del presidente municipale Marchionne e del presidente del Consiglio Corbucci... poi tutto rimandato. Insomma, si fa a chi è più bravo a ostacolare l'avversario. Oggi, seduta in corso con altra sorpresa, una sentenza di Corte costituzionale presentata dal centrodestra per ribattere agli avversari. Leggere per credere

Il bilancio da approvare in Municipio è solo una ratifica di quello deciso in Campidoglio, neppure un euro viene stabilito nelle sedute dei consigli municipali. Di cosa fare dei soldi a disposizione del territorio si potrà parlare solo dopo la definitiva approvazione al Consiglio comunale: in quel momento e non oggi, le forze politiche locali dovrebbero confrontarsi, su punti che potranno veramente essere decisi.

Bilancio MarchionneLo stesso presidente di Monte Sacro, Paolo Emilio Marchionne, durante il suo breve intervento iniziale ed esplicativo, ha riconosciuto la limitatezza del Bilancio in esame adesso, anche per la brevità di “vita operativa” (varrà solo per il mese di dicembre 2013, poi bisognerà studiarne un altro): il Bilancio fissato dal Comune «manca di diversi aspetti, ci sono 900 milioni di passivi, siamo riusciti a salvare solo l'esistente – ha detto Marchionne – A noi preme portare a casa un Bilancio che assicuri impegni presi prima di noi garantendo l'erogazione dei servizi. Sulla scuola manca maggior respiro per la manutenzione straordinaria come per le strade e altri servizi. Comunque si lavora con contatti in Regione Lazio per l'accesso ad altri fondi sulla scuola. Stiamo programmando per recuperare cifre, lavoro non fatto da anni, utili a lavori che servono in città. È vero, questo attuale è un bilancio pieno di toppe, manca di programmazione, ma durerà solo per dicembre. Dovremo lavorare alacremente e lo stiamo facendo, per il successivo».

Comunque gli opposti schieramenti politici si sono dati battaglia. Al centro un semplice concetto: “Vediamo chi riesce a sopraffare l'altro”. È stata una semplice prova di forza per i futuri confronti. Un primo assaggio.

La seduta (la seconda) sulla questione Bilancio in III Municipio, avvenuta il 13 novembre, è stata esemplare di questo andazzo. Una riunione dell'Assemblea fatta di continue interruzioni, interventi urlati inframezzati ad altri più riflessivi, sfide sugli articoli del regolamento che stabilisce quello che in Consiglio si può fare, del tipo “secondo l'articolo X comma Y si fa così”, “no perché per l'articolo Z comma W, si fa in quest'altro modo”... una miscellanea fra noia e divertimento come vedere in contemporanea un vecchio, pesante film russo/sovietico e quello attualmente nei cinema di Checco Zalone.

Bilancio Marchionne BonelliIeri, a piazza Sempione (dove sta la sede principale del Municipio), l'opposizione ha presentato migliaia di ordini del giorno incidentali (oltre 5.000) riguardanti le circa 860 strade del Municipio, per inserire interventi di rifacimento del manto stradale, potatura alberi, rifacimento o nuova edificazione di marciapiedi e della segnaletica orizzontale: 860 atti moltiplicato 6 consiglieri, Francesco Filini (capogruppo Fdi),Cristiano Bonelli (capogruppo Pdl), Manuel Bartolomeo, Roberto Borgheresi, Jessica Palmira De Napoli, Giordana Petrella. Evidente la strategia politica di "rallentamento" dei lavori, come la necessità di molter aree di lavori urgenti.

All'inizio, in maggioranza nessuno aveva compreso la vera natura di quella pila sconfinata di fogli: li credevano emendamenti tanto che qualcuno asseriva, “ma gli emendamenti e il voto sono per domani!” (ndr: oggi 14 novembre).

La seduta è iniziata un po' dopo le 12,30 fissate come convocazione (“normale” scivolamento di circa un quarto d'ora rispetto al previsto). Poco dopo dai banchi dell'opposizione hanno mollato i mega blocchi di fogli sui banchi della segreteria facendosi debitamente firmare le ricevute (ore 13,10 - 13,15 nel caso di Borgheresi).

Scopo originario della seduta?

La convocazione doveva servire per discutere del Bilancio, confrontarsi, analizzare il documento di entrate e spese, ma tutto questo non è avvenuto. Fra interruzioni e confronti verbali (in quel omento ancora poco meno che morbidi), il presidente del Consiglio Corbucci ha dichiarato chiusa la fase di discussione a 48 minuti dall'apertura della seduta.

Bilancio MorettiIn breve, il Consiglio non ha analizzato il Bilancio calato dall'alto del Campidoglio. Lo stesso consigliere "pentastellato", Massimo Moretti, rivolto a Corbucci, non ha potuto non sottolineare come fosse stato «completamente stravolto quanto deciso in conferenza dei capigruppo sul calendario dei lavori. Non è possibile! Si era decisa tutta un'altra cosa! E che racconto, che dico agli elettori se lei Corbucci chiude la discussione?».

E appena dopo, sempre Moretti con tono sconsolato ma prossimo alla rabbia: «La maggioranza rinfaccia all'opposizione, “Prima facevate anche voi così!. Quindi, secondo questa logica, in Consiglio bisogna continuare nello stesso modo. Sono venuto per discutere su cifre e servizi utili alla gente e la maggioranza chiude la discussione... non ho parole».

Filini (Fdi) e altri dall'opposizione, rivolti alla maggioranza di centrosinistra: «Avete paura del confronto!».

Bonelli (Pdl): «Dopo solo 48 minuti avete chiuso la discussione sul Bilancio mentre ieri (ndr: 12 novembre) avete e abbiamo tutti votato l'emendamento del M5S sulla partecipazione. In assemblea dei capigruppo è stata concordata la serie di convocazioni propedeutiche per arrivare al voto sul Bilancio!».

Da quel momento è iniziato il confronto duro fra centrodestra e centrosinistra, fatto di citazioni al regolamento, non ricevibilità delle migliaia di ordini del giorno incidentali depositati dall'opposizione, sulla loro vera natura. Disaccordo, dopo l'ennesima sospensione, in un confronto interno all'ufficio di presidenza. A sancire il nodo del problema è stato Corbucci: «I documenti sono stati presentati in tempo utile ma c'è disaccordo sulla loro accettabilità e quindi in base all'articolo 37 comma 3 del regolamento, a maggioranza l'ufficio di presidenza li ritiene inaccettabili come ordini del giorno incidentali».

Bilancio DionisiBailamme piena dopo il successivo richiamo al regolamento di Fabio Dionisi che controllando alcuni degli Odg presentati dal centrodestra, ha ravvisato che fossero configurabili come mozioni e non altro.

Corbucci comunque ha passato la decisione all'Aula: la maggioranza ha appoggiato con 13 voti il richiamo di Dionisi.

Poi ancora un'interruzione, altre consultazioni a teste ravvicinate e toni sussurrati. Si è ripreso con una proposta di Marchionne rivolta all'opposizione di centrodestra, parole che hanno ribaltato tutto sulla natura di quelle migliaia di atti, riconoscendoli implicitamente come Odg: «Si vuol far passare per paradosso la discussione sul Bilancio che in questo modo, con tutti questi atti presentati dall'opposizione, non si vuole far approvare. Anche a me  in passato è capitato di presentare documenti con i quali chiedere di destinare risorse a necessità. Qui invece ci troviamo di fronte a richieste di marciapiedi, manto stradale, implementazione dell'illuminazione stradale, rifare segnaletica per ogni strada del Municipio. Se c'è vero senso propositivo, questi ordini del giorno incidentali posso pure accoglierli come linee d'azione per migliorare il Municipio. Che queste proposte facciano parte delle raccomandazioni allegate al bilancio secondo l'articolo 40, comma 2».

Bilancio CorbucciIl centrodestra non ha accettato insistendo per un esame degli atti presentati, rifiutando la classificazione come semplici raccomandazioni. Così è iniziato un infinito “rosario”. Corbucci ha cominciato a chiamare ogni ordine del giorno incidentale per farlo votare all'aula (con appello nominale) dopo opportuna presentazione del proponente.

Immaginarsi ripetere questa procedura per oltre 5.000 volte, circa 8 o 10 minuti per ogni caso... fatevi la moltiplicazione per comprendere quanto tempo ci sarebbe voluto.

Alle ore 19 ancora una svolta, altra prova fra il pratico e il muscolare: la maggioranza ha presentato una pregiudiziale (pregiudiziale sospensiva prevista dall'articolo 38 del regolamento) per discutere e votare tutti gli odg incidentali solo dopo l'approvazione del bilancio in modo da verificare se esistono le coperture finanziarie necessarie alle migliaia di interventi proposti su tutte le strade, piazze, parchi locali.

Ottimo escamotage per evitare per fare l'alba (se non oltre) all'interno dell'Aula consiliare.

Ma non è finita qui.

Oggi, 14 novembre, l'opposizione di centrodestra ha a sua volta presentato un nuovo documento. Filini: «Quella della maggioranza è stata una forzatura, gli odg sono strettamente legati al voto di un bilancio, non si può esaminarli dopo il voto al documento di spesa. Presentiamo una sentenza della Corte Costituzionale che, fra le altre cose, vieta questioni pregiudiziali quando si affrontano questioni di Bilancio».

Vedremo come andrà a finire questo (forse lunghissimo) "giorno consiliare" a piazza Sempione...

Pubblicato in Ultim'ora

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