Che trovata assurda e singolare quella di dirottare il grande traffico di un pezzo di Nomentana per riversarlo dentro tranquilli quartiere romani. Erano sereni fino al primo settembre scorso. La circolazione stradale fra l’antica strada di Roma e Casale di San Basilio-Tiburtina (III e IV Municipio) è stata stravolta con il risultato che una vasta area è ormai ostaggio del traffico. Il 20 settembre grande corteo organizzato dal Comitato San Cleto-via Nomentana con centinaia e centinaia di residenti che sono scesi in strada per protestare contro il cosiddetto Black Point BP005 della Nomentana. Cori e slogan contro il sindaco Gualtieri, contro l’assessore Patanè e manifesti con frasi del tipo “No ai quartieri rotatorie”, “Da polmone verde e polmone nero!”.
Una soluzione per il traffico, quella dell’amministrazione comunale, che si è rivelata non solo eccentrica, ma disastrosa. Un intasamento mai visto in precedenza nonostante la Nomentana sia da sempre nota per il caos stradale. Questo pasticcio stradale è già stato raccontato il 4 settembre in un articolo su Di Roma (link).
Il Roma Black Point BP005 è un progetto che nell'intento originale è di intervento sulla sicurezza stradale all'incrocio tra Via Nomentana e Via del Casale di San Basilio, nella zona di San Basilio. L'obiettivo doveva essere di regolamentare il traffico, ridurre la velocità e aumentare la visibilità per migliorare la sicurezza, soprattutto in vista del Giubileo (anche se siamo ormai agli sgoccioli dell'evento giubilare, chiuderà il 6 gennaio 2026): la cosiddetta fase di sperimentazione del BP005 è iniziata il primo settembre, tutto deve ancora essere verificato.
I lavori prevedono, tra le altre cose, l'istituzione di senso unico su Via Nomentana in direzione di Roma, da Via del Casale di San Basilio fino a Via Diego Fabbri. Il traffico in senso opposto, invece dell'originale breve tratto di circa 50 metri, viene deviato su un percorso da 200 metri dentro il quartiere che inizia proprio su via Fabbri per riversare il traffico su via Casale di San Basilio e dover ritornare sulla Nomentana se si ha intenzione di raggiungere il Grande Raccordo Anulare-Uscita 11 Nomentana e i comuni esterni a Roma lungo la vecchia consolare.
Singolare la risposta data dall’assessorato alla Mobilità per fare da contraltare alla manifestazione. Le parole di Patanè sottolineano di aver riconosciuto la necessità di introdurre correttivi per conciliare sicurezza stradale e vivibilità del territorio.
Purtroppo l’assessore deve capire che NON si può parlare di introdurre solo dei correttivi, occorre ben altro rispetto a questo termine burocratico che può voler dire tutto e nulla. L’assessorato all’Immobilità deve essere di nuovo intitolato alla Mobilità e per riuscirci deve agire bene, profondamente, con importanti revisioni.
La premessa del disastro annunciato sul Black Point della Nomentana
L’assessore Eugenio Patanè, supportato da tecnici dei dipartimenti coinvolti, ha dato vita a questa soluzione viaria che, nel passaggio dalla teoria alla pratica, si è tramutata in… immobilità tossica.
La scelta tecnica avrebbe dovuto portare maggiore sicurezza e migliore fluidità nella circolazione stradale realizzando una rotonda sulla Nomentana dirottando parte del traffico in direzione GRA all’interno di un tranquillo quartiere.
Circa 50 metri della Nomentana sono diventati a senso unico verso il centro città, di contro è stato dato vita a un percorso alternativo lungo circa 200 metri, verso il GRA, tratto che passa sotto ai balconi della gente.
Questa singolare scelta è stata architettata per continuare a far passare automobili, bus, camion e scooter-moto verso il Grande Raccordo anulare. Sono duecento metri arzigogolati fra le case di un quartiere, invece dei precedenti 50 metri lungo l’antica consolare capitolina.
Un affare…
Nel corteo i coordinatori del Comitato San Cleto-via Nomentana, poi Fabrizio Montanini, consigliere del IV Municipio insieme ad altri esponenti di differenti partiti
Immaginate quindi quanto rumore, gas di scarico (e i primi incidenti) si sono riversati nella zona abitata, anche perché, soprattutto nei momenti di maggior traffico, le strade rimangono bloccate in ogni senso, dalla Nomentana in entrambe le direzioni, poi da e verso Casale di San Basilio-San Cleto-Tiburtina.
Non occorre scrivere altro.
La gente è fortemente arrabbiata, ecco quindi la dimostrazione molto partecipata dello scorso 20 settembre, un corteo partito da San Cleto, poi via del Casale di San Basilio, via Dino Buazzelli, via Diego Fabbri e la Nomentana in corrispondenza della nuova rotatoria. Né più né meno il percorso incriminato.
Al passaggio dei dimostranti si aggiungevano altri residenti della zona.
Il grido di rabbia di 1200 persone oggi in piazza deve risvegliare le coscienze di Gualtieri e Patanè – ha sottolineato Fabrizio Montanini, consigliere del IV Municipio presente alla manifestazione –
La grande partecipazione al corteo testimonia che nessuno si fida delle loro recenti rassicurazioni di modifica della viabilità di questi giorni. Vogliamo vedere i fatti. Vogliamo tornare a vivere i nostri quartieri come prima, senza traffico e inquinamento.





















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