di Maurizio Ceccaioni

Anche se sembra ieri da quel primo annuncio ufficiale di Oscar Farinetti sulla nascita di quella società dal nome curioso, formato dall’associazione del termine inglese “eat” (mangiare) con Italy (Italia), sono passati ben 19 anni. Ce lo ricordano a Eataly Roma Ostiense dove dal 26 gennaio al 1° febbraio 2026, negli spazi del Ristorante Terra si terrà l’Eataly Fest, una settimana ricca di appuntamenti, pensata sia per brindare assieme al nuovo anno che per celebrare questo “compleanno” per la nascita del Gruppo oggi passato di mano nel 2022 dal suo fondatore a Investindustrial, la società di private equity che ne ha comprato il 52% dalla famiglia Farinetti.
Il valore del cibo come cultura, occasione d’incontro e percorso di scoperta è da sempre la filosofia che ha guidato Eataly fin dalle origini, e sarà anche il fil rouge di questa festa, in cui ogni store proporrà un calendario con menù dedicati. Ci saranno “cene d’autore” e iniziative speciali, degustazioni, incontri e momenti di approfondimento, per coinvolgere clienti e appassionati celebrando il gusto e la cultura dell’enogastronomia italiana.

A sinistra Salvatore Giuliano e a destra Antonio Castellone e Vincenzo Valentino

Quella cucina dalle antiche tradizioni che da sempre si basa sulla valorizzazione delle eccellenze gastronomiche e ritenuta il cuore pulsante dell’identità del nostro Paese e che recentemente è stata riconosciuta dall’Unesco come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità. Durante tre serate uniche andrà in scena una storia della cucina nostrana fatta di gusti e sapori, tradizioni e saperi, ma reinterpretata secondo le tendenze di oggi.
Martedì 27 gennaio la giornalista Luciana Squadrilli (senior editor di Food&Wine e Travel+Leisure Italia) darà il via al ciclo delle “cene d’autore” di Eataly Fest presentando le Eccellenze Campane. In tavola i piatti presentati da Salvatore Giuliano dello storico ristorante napoletano  Mimì alla Ferrovia fondato nel 1943 e dove in cucina vive la tradizione culinaria partenopea; con lui la freschezza creativa di Vincenzo Castellone e Antonio Valentino di Annuccia la Caprese, una giovane realtà che reinterpreta in chiave moderna l’iconico dolce simbolo dell’isola di Capri, esportato in tutto il mondo.

A sinistra Nicola Fossaseca e a destra Gianni Dezio

Mercoledì 28 gennaio saranno quattro gli chef stellati a dare vita alla Cena delle Stelle, appuntamento dedicato all’alta cucina italiana, con un menu corale che racconta eleganza, tecnica e personalità diverse. Ai fornelli Nicola Fossaceca (una stella Michelin), del ristorante Al MetroGianni Dezio (una stella Michelin), del ristorante Zunica-1880 di Villa Corallo; Gian Marco Bianchi (una stella Michelin) del ristorante Al Madrigale; Pierluigi Gallo (una stella Michelin) del ristorante Achilli al Parlamento. Con loro Irene Tolomei (una stella Michelin), Head Pastry Chef di Aroma Restaurant e giudicata da “Gusto” di La Repubblica, miglior Pastry Chef under 30 del 2025. A moderate la serata Chiara Giannotti, sommelier, esperta di comunicazione del vino e fondatrice di Vino.Tv. Ma prima di tutto componente della famiglia di produttori vinicoli che tra i suoi marchi principali annovera il Fazi Battaglia di cui lei – come direttore Marketing e Comunicazione – ne cura anche il commercio con l’estero. Nel 2001 è diventata anche imprenditrice del vino con Greto delle Fate, una sua piccola azienda di 11 ettari nell’area del Morellino di Scansano, entrata anch’essa a far parte del gruppo.

Irene Tolomei, Head Pastry Chef di Aroma Restaurant

Giovedì 29 gennaio si chiude il ciclo con le Cucine in Evoluzione, un viaggio nella creatività della nuova gastronomia romana attraverso le proposte di Matteo Faenza, Miglior Chef Emergente 2025, del ristorante Mogano e del pastry chef Lorenzo Spavone del W Rome (Marriott Hotel). La serata sarà presentata da Belinda Bortolan, giornalista e professionista del settore turistico-alberghiero. 

I menù proposti nelle tre serate

Il 27 gennaio s’inizia con una “Passeggiata partenopea” proposta da Salvatore Giuliano,composta da cinque bocconi: dal puparuolo ’mbuttunato alla mozzarella in carrozza con salsa al soffritto napoletano vegetale, passando obbligatoriamente per la “scarpetta” e le alici croccanti.  A seguire gli ziti allardiati (con lardo, pomodoro giallo, datterini confit, pecorino e basilico) e tubettoni (con friarielli, salsiccia, bufala affumicata e peperone Sciuscillone). Per il dessert scende in campo Annuccia La Caprese, con un progetto dolciario di Vincenzo e Antonio, che propongono una monoporzione della storica torta Caprese accompagnata da un mini-cocktail a base di limoncello Mammamia. Il prezzo al pubblico è di 80 euro a persona, inclusi acqua, caffè e vini.

A sinistra Gian Marco Bianchi e a destra Pierluigi Gallo

Il 28 gennaio Gianni Dezio si presenterà per primo con una verza e tartufo e Nicola Fossaceca con la seppiolina arrosto con prezzemolo e olive. A seguire il raviolo del Pastore di Gian Marco Bianchi e la lingua alla brace con insalatina di funghi preparata da Pierluigi Gallo. A conclusione della cena un cremoso di ricotta di pecora con gel di visciole, preparato da Irene Tolomei. Il costo per un posto a tavola è di 150 euro a persona, con inclusi vini in abbinamento, acqua e caffè.
A chiusura delle tre serate enogastronomiche, il 29 gennaio Matteo Faenza proporrà un menu che unisce tecnica contemporanea e contaminazioni asiatiche, con piatti come funghi cardoncelli con mandorle e semi di zucca, tortelli ripieni di formaggio in brodo di cipolle rosse e petto di manzo brasato alla birra con salsa ponzu, una salsa giapponese a base di salsa di soia e arancio yuzu. Il dessert è firmato da Lorenzo Spavone, con una sfera di mousse alla vaniglia con cuore di limone, meringa e mandorle tostate.
Il costo per un posto a tavola è di 80 euro a persona, comprensivo di acqua, vini e caffè.

A sinistra Matteo Faenza e a destra Lorenzo Spavone

Per maggiori informazioni e per prenotazioni: www.eataly.it

Foto fornite da Ufficio Stampa Eataly / Passion Fruit Hub per Eataly

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