Un pass bello salato, mille euro all’anno, che i proprietari delle auto elettriche dovranno pagare al Comune di Roma per poter transitare nelle aree ZTL, quindi l’area centrale e zone limitrofe, vastissima porzione della Capitale. Follia pura. Si comincia dal primo luglio!
Adesso la norma comunale è approvata dalla giunta capitolina.
L’idea è quindi quella bandire dal centro cittadino anche le auto che non inquinano, quelle più ecologiche, fermando l’assalto delle e-car adesso giudicate troppo numerose… (!)
È folle e non capisco come Legambiente possa aver apprezzato questa forte e costosa limitazione alle auto elettriche.
Nella più grande metropoli d’Italia, fra le maggiori d’Europa, grande quanto sei delle più grandi metropoli italiane messe insieme, ci vorrebbero far circolare tutti su monopattini e biciclette?
Con le enormi distanze di Roma e con un centro storico gigantesco?
Forse ci vogliono travasare sui mezzi pubblici capitolini, ma questi già oggi non riescono a far fronte alle richieste dai passeggeri nei momenti cruciali fra mattina e pomeriggio-sera.
Un suicidio che è anche politico in Campidoglio prestando il fianco alle critiche facilone del centrodestra che taccia l’attuale amministrazione romana di voler fare solo cassa…
Adesso verrebbe seriamente di pensarlo.
Del resto l’affollamento del centro capitolino nulla ha a che vedere con l’assalto di mezzi elettrici. Vi siete mai sentiti assediati da auto elettriche a Roma???
Cna Roma: Molte imprese – dall’impiantistica alla manutenzione, dalle attività di produzione alla logistica leggera – operano quotidianamente nel perimetro della Ztl per garantire servizi essenziali a famiglie e aziende. Ogni restrizione aggiuntiva comporta aumento dei costi di gestione, difficoltà organizzative e perdita di competitività. Il provvedimento rischia inoltre di produrre un effetto negativo anche sugli esercizi di vicinato del centro storico. Una minore accessibilità significa infatti una potenziale riduzione della clientela per negozi, botteghe artigiane e attività commerciali che già operano in un contesto complesso, caratterizzato da costi elevati e margini sempre più ridotti. Si chiede un chiarimento immediato al Campidoglio per valutare correttivi e soluzioni che tutelino le imprese e garantiscano equilibrio tra sostenibilità ambientale e sostenibilità economica”.
Il bello è che da anni la propaganda per la vendita delle automobili con propulsori solo elettrici ha decantato questi mezzi come privi di emissioni, perfetti per frequentare città e centri storici, a cominciare da quelli più congestionati, in modo da annullare qualsiasi effetto inquinante, anche dal punto di vista delle emissioni sonore (quasi nulle) dei propulsori elettrici.

Come si pagherà questa tassa comunale annuale sui veicoli elettrici in ZTL?
- Si parte da chi oggi è già titolare di un’autorizzazione: riceverà una comunicazione da Roma Servizi per la Mobilità su come fare per la richiesta del nuovo permesso per l’accesso alle Ztl e per il pagamento,
- A seguire chi acquisterà una nuova auto elettrica, quindi una nuova immatricolazione: pagamento e permesso che entrerà in vigore dal primo luglio, non appena sarà operativo il nuovo sistema di rilascio dell’autorizzazione.
- Il permesso rimarrà gratuito per:
chi possiede auto elettriche ed è residente nella ZTL, artigiani con laboratorio in Ztl, genitori che accompagnano figli nelle scuole del Centro storico, medici convenzionati, aziende ed enti per servizi di interesse pubblico o di emergenza con mezzi identificabili, infine mezzi elettrici per i servizi di car sharing.
Viene da ridere pensando che il Campidoglio ha fatto passare questo balzello per le auto elettriche come un’offerta a metà prezzo rispetto al Permesso X, quel pass che permette a chi non è residente in dette zone o a mezzi diversi dall’elettrico di transitare dai varchi ZTL, ma solo dopo aver versato 2.000 euro per anno alle casse comunali.
Adesso quindi il Comune di Roma punisce i tanti che hanno acquistato mezzi elettrici sborsando ben di più delle equivalenti e già care auto ibride (full e mild), pagate tanto, tanto di più rispetto alle automobili con tradizionali propulsori termici. Costi enormi solo per comprarli questi autoveicoli, ma adesso li possono tenere in garage se per lavoro o per andare al cinema, a teatro, a un museo o se per fare acquisti devono andare in centro.
Una presa in giro costosa. La giustificazione dell’assessore capitolino alla Mobilità, Eugenio Patanè – che ha già firmato il provvedimento – e dell’intera giunta comunale sarebbe quella di sfoltire il traffico in centro.
Quindi pagate mille euro oppure non entrate.
Naturalmente, la gente arriva in centro non solo per facezie, moltissimi lo fanno per lavoro.
Uno dei punti veri è che tutto questo renderà meno pressante per il Campidoglio realizzare altri punti di ricarica in città e in centro, ne servono ancora tanti per un servizio che sia minimamente efficiente.
D’altra parte il Comune di Roma incasserà parecchio col nuovo balzello.
È una presa in giro.
Qui verrebbe da aggiungere come sta messo oggi il trasporto pubblico, sia di superficie che interrato, rete cruciale per giungere dai vari territori capitolini, sia di questa metropoli grande quanto sei delle città più grandi d’Italia messe insieme, che dalla provincia romana. Lasciamo comunque questo tema ad apposito articolo.
Però non preoccupatevi, il Campidoglio compensa – si fa per dire – non facendo pagare la sosta in strisce blu alle auto elettriche, alle full Hybrid e alle plug‑in Hybrid.
Le Mild Hybrid invece, visto il limitato apporto ambientale – così lo hanno definito -, pagheranno la sosta. Però, anche per comprare questi mezzi i consumatori hanno speso molto di più. Tanto valeva acquistare una normale auto con motore tradizionale nonostante le altissime accise statali sui carburanti, le alte tasse laziali per l’acquisto e i passaggi di proprietà e per il non economico bollo/tassa annuale sulla proprietà o come si chiama oggi.
Chi non pagherà nulla?
Solo i residenti nelle ZTL, disabili, rappresentanti di commercio, strutture alberghiere. Non pagheranno neppure per la sosta ma, per come vanno le cose a Roma, nulla vieta di pensare che in futuro gli abitanti del centro dovranno far fronte a un balzello studiato per loro.
È proprio vero, l’automobile come qualsiasi altro mezzo su ruote, è come una mucca da mungere, tanti bei soldi da estorcere alla gente, anche tramite palesi assurdità.
Del resto l’italiano medio si lamenterà sui social, scriverà insulti sui post, ma poi tutto rimarrà così come è stato deciso ai piani alti. Oggi in piazza a protestare per ciò che danneggia la quotidianità, la vera vita vissuta, ci vanno in pochi.
Godetevi Roma, però il consiglio è quello di farvi un calesse piuttosto che trasformare la città in una foresta di monopattini dal precario equilibrio con i quali portare parenti e figli. Meglio ancora dotarsi di risciò versione romanesca (da inventare) pagando nerboruti personaggi che vi porteranno in giro. Alla fine costerà di meno, ma non verrete spremuti dei vostri denari duramente guadagnati… a meno che non vi mettano mille euro di tassa per le deiezioni dei quadrupedi e per loro emissioni gassose, comprese quelle dei vostri portatori umani.