Immobili nel territorio del comune di Monte Compatri, auto, anche di lusso, come una Mercedes GLA da 40.000 euro, una moto Honda SH, conti correnti riconducibili al probabile narcotrafficante oggetto di indagini e accertamenti, oltre che al suo nucleo familiare. In questo malloppo anche 42 borse di prestigiose maison di moda. Tutto è stato sequestrato dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma, sono beni per oltre mezzo milione di euro. A vedersi sfuggire tutto questo ben di dio è un personaggio gravemente indiziato di essere un appartenente al vertice del narcotraffico romano, un uomo ritenuto socialmente pericoloso. L’indagato-ricercato ha 45 anni, è latitante, ufficialmente aveva un reddito mensile di soli 70 euro.
Il personaggio è conosciuto come “Facocero”, uno degli uomini di fiducia, nonché figura di spicco e dominio anche violento nel quartiere Torri, dei boss Giuseppe Molisso detto “Barba” e di Leando Bennato detto “Biondo”.
Tutti quanti erano alla guida di un’organizzazione di narcotraffico nemica e rivale di quella gestita da Fabrizio Piscitelli detto “Diabolik” con il socio Fabrizio Fabietti.
Il provvedimento di sequestro è stato emesso dal Tribunale Ordinario di Roma – Sezione Penale specializzata in Misure di Prevenzione, su proposta della Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia, seguendo la normativa antimafia.





L’attività è scaturita all’esito di mirati accertamenti patrimoniali svolti nell’ambito di una articolata indagine che ha consentito di raccogliere gravi elementi indiziari in ordine all’operatività, nell’area metropolitana di Roma, di uno strutturato cartello della droga che il 18 marzo 2025 aveva subito un duro colpo con l’esecuzione da parte degli stessi Carabinieri di via In Selci di un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 22 soggetti, tra cui il destinatario del presente provvedimento.
Il decreto è stato adottato nell’ambito della procedura per l’applicazione di una misura di prevenzione; trattasi di misura provvisoria in attesa della decisione definitiva sui beni in sequestro, avverso la quale i destinatari del provvedimento potranno svolgere le loro deduzioni, nonché avvalersi eventualmente dei mezzi di impugnazione previsti dalla legge.
(Carabinieri, Comando Provinciale di Roma)
I militari hanno portato avanti indagini molto particolareggiate delineando il personaggio indagato, così ne hanno tracciato la pericolosità sociale fondata anche su numerosi e specifici precedenti penali. L’analisi dei flussi finanziari ha mostrato una netta sproporzione tra il reddito dichiarato dall’indiziato: dal 2002 al 2024 lui e la sua famiglia, moglie e tre figli, avrebbe dovuto avere un reddito pari a 72.000 euro, poco oltre i 70 euro al mese. Tutto in netto contrasto con il grande patrimonio accumulato, oltre 500.000 euro, ritenuto frutto del reinvestimento di profitti illeciti.
Adesso il personaggio, chissà dove nascosto, non può più contare su tutti i soldi che aveva nascosto, né sulle auto e moto e neppure su due unità immobiliari a villette sulla via Casilina, una da 76 metri quadri e l’altra da 45 metri quadri, oltre a un appezzamento di terra da 5.300 metri quadrati censito a vigneto.