La cronaca è popolata di tantissimi fatti, anche i più curiosi, non solo vicende canoniche legate a rapine, spaccio di stupefacenti o altro. Questa volta il protagonista è una guardia giurata, un 25enne romano, che all’inizio della sua avventura ha passato una bella notte di sesso con due ragazze, momenti a tutto divertimento. Poi la brutta sorpresa. Finita la ginnastica da lenzuola le due ragazze sono andate via portandosi un ricordo, la pistola della guardia, una Glock calibro 9×21.
Non appena l’uomo se n’è accorto è andato a denunciare tutto ai Carabinieri della Stazione di Roma Prenestina.
Proprio in questa fase, quella che ha dato il via alle indagini, i militari hanno compreso chi poteva essere il responsabile della richiesta di denaro per la restituzione della pistola.
Il metodo usato è quello del cavallo di ritorno, quando dei ladri chiedono un riscatto al legittimo proprietario per restituire un bene rubato, che sia un’auto o un qualsiasi altro oggetto.
Oltre alle due giovani quindi c’era anche il coinvolgimento di un terzo, un pregiudicato che era già agli arresti domiciliari.
Procediamo con ordine nel racconto.


Alla vittima erano già arrivate delle telefonate da parte di un uomo che aveva sottolineato di poter riconsegnare la pistola. Di certo non gratis.
Così, al momento di presentare la denuncia, la guardia giurata ha consegnato ai Carabinieri alcune registrazioni telefoniche.
Da quei file audio i militari hanno riconosciuto la voce di un uomo, un 20enne romano, condannato per precedenti reati, già agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico.
I Carabinieri hanno subito agito secondo quanto stabilito dall’art. 41 TULPS, quindi hanno effettuato una perquisizione nell’abitazione dell’uomo, in via Cipriano Facchinetti, zona Casal Bruciato e hanno trovato la pistola rubata, nascosta in una busta di cellophane interrata in un vaso sul balcone. L’arma era completa di caricatore e 5 proiettili (rispetto agli 8 originariamente denunciati).
art. 41 del TULPS (R.D. 773/1931) - autorizza gli ufficiali e agenti di Polizia Giudiziaria a procedere immediatamente a perquisizioni locali o domiciliari, anche basandosi su semplici indizi o notizie confidenziali, per la ricerca di armi, munizioni o esplosivi illegalmente detenuti, senza necessità di un decreto motivato dell'autorità giudiziaria.
Nel corso della stessa operazione i Carabinieri hanno trovato anche altro. L’indagato ha un fratello di 21 anni che abita con lui. Quest’altro aveva 11 grammi di hashish, due bilancini di precisione e materiale per il confezionamento. Così i Carabinieri hanno agito anche nei suoi confronti.
L’Autorità Giudiziaria ha disposto la custodia cautelare al Carcere di Regina Coeli per il 20enne gravemente indiziato di ricettazione aggravata e detenzione illegale di arma comune da sparo, il fratello 21enne è stato arrestato per violazione della normativa sugli stupefacenti, in attesa del rito direttissimo.
Dal canto loro le due giovani donne sono state denunciate a piede libero. Tutte e due anno 21 anni, sono romane, rintracciate dai Carabinieri vicine alla casa perquisita. Entrambe sono gravemente indiziate del furto aggravato della pistola a casa della guardia giurata.
L’arma, il munizionamento e lo stupefacente sono stati sequestrati.
L’Autorità competente sta analizzando la posizione amministrativa della stessa guardia in relazione alla corretta custodia dell’arma.