Dopo tre anni di chiusura la Piramide Cestia torna a essere visitabile.
Si ricomincia dal 4 settembre al 31 ottobre grazie ai lavori della Soprintendenza Speciale di Roma e al Pnrr-Caput Mundi che hanno permesso il rinnovo del sito archeologico.
Nuovo impianto di illuminazione interno ed esterno per dare nuova visibilità e valorizzazione al monumento e al percorso di visita. Esaltati gli aspetti decorativi della camera funeraria, mentre la storica area è stata rinnovata.
Prime aperture per la sera, a settembre ogni venerdì, i giorni 4, 11, 18 e 25 con tre visite guidate alle ore 19, 20 e 21, ogni turno con 30 visitatori al massimo. Visite diurne libere per sabato 5, 12 e 19 settembre alle ore 16,30 17,30 e 18,30 (50 persone a turno). Sabato 26 e domenica 27 settembre sarà possibile partecipare a sette turni di visita libera ognuno, alle ore 10, 11, 12, 13, 14, 15 e 16, ognuno per un massimo di 50 visitatori.
Si continuerà a ottobre con le visite diurne il 3, 10, 17, 24 e 31 fissati alle ore 16,30 17,30 e 18,30 (50 persone a turno).
Ingresso gratuito sì, ma da prenotare obbligatoriamente su Eventbrite.
“Con questo intervento il Pnrr conferma il suo valore non solo come strumento di conservazione del patrimonio culturale – sottolinea Daniela Porto, soprintendente speciale di Roma – ma anche come occasione per renderlo più accessibile e vicino al pubblico. La riqualificazione della Piramide Cestia migliora concretamente l’accoglienza, la sicurezza e l’accessibilità del sito permettendo di restituire ai cittadini e ai visitatori un’esperienza di visita più ricca e inclusiva”.
Origine, struttura della Piramide Cestia e le altre piramidi di Roma
Gaio Cèstio Epulóne, pretore, tribuno della plebe, settemviro degli epuloni, fu lui a farsi costruire la celebre piramide come monumento a se stesso e suo sepolcro. L’alto politico romano rimase impressionato dalla forte cultura dell’Egitto faraonico divenuto provincia dell’Impero romano nel 30 a.C. Il retaggio del Paese del Nilo divenne moda nella stessa Roma.
La Piramide di Cestio è visibile oggi tra l’odierna Porta San Paolo che si apre nelle antiche mura di Roma e il Cimitero acattolico. Fu edificata tra il 18 e il 12 a.C. anno di poco posteriore a quello della morte di Gaio Cèstio. Il monumento si allungava su un lato dell’antica via Ostiense, due statue del defunto inserite ai lati della porta, circondato da un muro in blocchi di tufo. Divenne bastione delle Mura Aureliane durante il terzo secolo.
Fu costruita in appena 330 giorni anche perché nel suo testamento Gaio Cèstio scrisse espressamente che gli eredi avrebbero perso ogni possibilità di successione al suo ricco patrimonio se non avessero rispettato questo termine.
Scolpito sul lato orientale della piramide:
“opus absolutum ex testamento diebus CCCXXX, arbitratu (L.) Ponti P. f. Cla (udia tribu), Melae heredis et Pothi l(iberti)”
Il sepolcro all’egiziana fu edificato in calcestruzzo con cortina di mattoni su cui è stata sovrapposta una copertura in lastre di marmo di Carrara.
La struttura raggiunge un’altezza di 36,40 metri che si eleva da una base quadrata di circa 30 metri di lato ancorata su una piattaforma cementizia.
La camera sepolcrale con volta a botte misura 5,95 metri per 4,10 con un’altezza di 4,80 metri. Mura della stanza dipinte in bianco, decorate in stile pompeiano, sottili cornici e figure che rappresentano sacerdotesse e anfore, quattro figure di Nike spiccano sulla volta.
Anche questa piramide, come quelle egiziane sulla piana di Giza, fu visitata da predatori che nel sepolcro cercavano eventuali tesori funerari, fatto evidenziato nella camera sepolcrale dal buco presente nell’alveo della parete di fondo che ospitava la statua di Gaio Cèstio Epulóne.
Non fu l’unica piramide eretta a Roma in epoca imperiale. Ne esistevano diverse che raggiungevano anche i 50 metri d’altezza, tutte sorte seguendo la moda egittizzante.
Una di queste, la Meta Romuli, fu edificata vicina all’incrocio tra la via Cornelia e la via Trionfale, nell’Ager Vaticanus, area extra cittadina dove insistevano la necropoli vaticana e altri cimiteri. La zona è quella che a Roma divenne Rione Borgo, in corrispondenza dell’attuale Auditorium Conciliazione. Il monumento funebre fu poi chiamato anche Piramide Vaticana o Piramide Borgo. I lavori per la sua demolizione iniziarono nel 1499 su ordine di Papa Alessandro VI Borgia che per il Giubileo del 1500 apri al suo posto la via Alexandrina, chiamata poi Borgo Nuovo: la strada connetteva il Vaticano e il ponte sul Tevere, fra piazza Pia e l’antica piazza Risticucci non più visibile oggi per i lavori del 1940 che tracciarono via della Conciliazione.