Una retrospettiva che traccia un percorso rigoroso suddiviso in aree tematiche, che documentano su pellicola o tela oltre settant’anni di storia italiana, dalle macerie del dopoguerra al boom economico e la Dolce Vita, dal cinema d’autore alle battaglie politiche e i profondi mutamenti della società contemporanea

Ci sono persone che attraversano il tempo della loro vita in modo lineare, lasciando un segno del loro passaggio nella memoria di familiari, amici e colleghi. Gente che ha chiuso il proprio rapporto con il mondo terreno in maniera lieve o sofferta, ma che non ha lasciato oltre la soglia di casa una eredità universale come messaggio di cambiamento.

Maurizio e Carlo Riccardi

Carlo Riccardi, per chi l’ha conosciuto, da sognatore qual era è stato proprio l’opposto. Persona apparentemente semplice, dalla sua spontaneità emergeva quell’essere determinato che lo ha contraddistinto positivamente nella sua lunga vita familiare e professionale, come fotoreporter e pittore. Un artista a “trecentosessanta gradi”, che nelle sue pellicole e tele ha lasciato alle future generazioni un racconto del nostro Paese lungo oltre 70 anni, dalla fine della Seconda Guerra mondiale ai tempi nostri. Dopo i festeggiamenti presso la Sala Conferenze del  WeGil in Largo Ascianghi 5 a Trastevere per i cento anni dalla nascita di Carlo Riccardi e l’esposizione di molte delle sue storiche istantanee cittadine nella mostra temporanea “Roma che cambia, la città possibile”, che si è tenuta fino al 30 ottobre 2026 presso l’ex Mattatoio di Roma, nelle sale di WeGil, spazio culturale polivalente della Regione Lazio, sarà in mostra dal 3 al 29 novembre 2026 la retrospettiva “Riccardi 100. Verso l’umano”.

A sinistra “Baracche” “; a destra Carlo Riccardi “paparazzo”

L’obiettivo è quello di celebrare una delle carriere visive più significative del Paese attraverso una selezione inedita di scatti provenienti dallo storico Archivio Riccardi, che detiene oltre tre milioni di negativi. Nato a Olevano Romano (Rm) il 3 ottobre 1926 e morto a Roma il 13 dicembre 2022 all’età di 96 anni, grazie alla sua produzione artistica e documentaria, Carletto Riccardi è stato considerato tra i più illustri interpreti e custodi della memoria visiva del Novecento italiano. Per questo “Riccardi 100. Verso l’umano” sarà un’occasione da non perdere per fare una conoscenza più approfondita di questo poliedrico personaggio, seguendo un percorso diacronico della sua vita, segnato costantemente dall’evoluzione dello stile, delle tecniche e del linguaggio dell’artista, trasposto nei suoi lavori.

Carlo Riccardi pittore al lavoro

Ci sono tanti motivi per ricordale l’opera di Carlo Riccardi, primo grande paparazzo e fotoreporter della Dolce Vita, ma anche perfetto esempio di fotografo documentarista, attento osservatore della società italiana dal suo sviluppo nel dopoguerra al XXI secolo. Perché quei tre milioni di negativi detenuti nell’Archivio Riccardi non sono semplicemente delle foto ma documenti storici, testimonianze dei cambiamenti sociali, politici e urbani dell’Italia del Novecento.
L’altro Carlo Riccardi, il pittore, ha saputo sapientemente attraversare la dimensione astratta della rappresentazione visiva, mettendo su tela una concezione materica e fortemente concettuale del mondo sancito da “Quinta Dimensione” il noto movimento artistico e manifesto pittorico antropocentrista nato negli anni ’70 per sua iniziativa, definito anche “Ultimo manifesto pittorico del Novecento”.

A sinistra Carlo Riccardi “Pensieri artistici” e a destra il Manifesto di Quinta Dimensione

Il messaggio intrinseco in “Quinta Dimensione” è finalizzato a “Riportare l’Uomo al centro”, contestando l’egemonia del consumismo e delle macchine, proponendo un essere umano che si assume la responsabilità di custodire l’ecosistema anziché depredare l’ambiente. È rappresentato graficamente da un cerchio attraversato da due linee parallele dipinto con una speciale pittura fluorescente e fosforescente che si vede al buio e furono oltre cinquanta le personalità della cultura e dello spettacolo italiani e stranieri che lo sottoscrissero. L’originale del Manifesto è conservato nella storica galleria Spazio5, fondata da Riccardi in via Crescenzio 99 (ex Scalette Rosse), e sede dell’Associazione Quinta Dimensione. Nella retrospettiva è messo in luce l’intenso lavoro pittorico dell’artista, l’altro Riccardi, quello dei giornali dipinti, delle maxitele attorno ai monumenti realizzate a più mani e concepite come spazio di denuncia sociale e dialogo pubblico.

Da sinistra Carlo Riccardi ritratto da Michele De Meo nel 1983 e a destra con la maxitela “Mani”

Quel Carletto Riccardi che dalle pellicole immortalò su tela la società del suo tempo, dal lavoro nei campi, ai paesaggi della sua Olevano Romano, a quella Roma popolare rimasta nella storia e nella memoria dei più anziani ma ormai scomparsa.
L’esposizione sui 100 anni di Carlo Riccardi, curata da Lorenzo Imprescia e Maurizio Riccardi, traccia un percorso rigoroso suddiviso in aree tematiche che attraversa oltre settant’anni di storia italiana. Come ricorda il figlio Maurizio «Dalle macerie del dopoguerra all’effervescenza della Dolce Vita, dal cinema d’autore alle battaglie politiche, lo sguardo di Riccardi documenta i mutamenti profondi della società contemporanea». «Davanti al suo obiettivo re, braccianti, divi del grande schermo e bambini condividono la stessa dignità visiva, azzerando le gerarchie sociali per evidenziare l’essenza dell’individuo» ha infine chiosato.

Nelle foto sopra Madre Teresa di Calcutta e Papa Giovanni Paolo II davanti al murale del Presepe dei netturbini a Roma. Sotto Carlo Riccardi con il Dalai Lama e con l’opera donata a Papa Francesco

L’evento culturale è promosso dall’Assessorato alla Cultura, Pari Opportunità, Politiche giovanili e della Famiglia, Servizio civile della Regione Lazio, in collaborazione con LazioCrea Spa e Intesa Sanpaolo (main partner). Riferendosi all’imminente apertura, l’Assessore regionale alla Cultura Simona Renata Baldassarre ha messo in evidenza l’importanza di «Trasmettere questo patrimonio documentario alle nuove generazioni, offrendo una chiave di lettura visiva per interpretare le radici dell’Italia contemporanea e conservarne la memoria storica».

Opere di Carlo Riccardi realizzate con stili differenti, dalle maxitele ai dipinti sui giornali alla rappresentazione del mondo contadino

“Riccardi 100. Verso l’umano”, 3-29 novembre 2026 dal lunedì alla domenica, con orario continuato dalle 10 alle 19 e ingresso libero presso WeGil, Largo Ascianghi 5, Roma.
Inaugurazione martedì 3 novembre 2026 ore 18.

La Dolce Vita di Carlo Riccardi (Ph. G. Currado@Agr).jpg

Le immagini pubblicate sono state fornite dall’Archivio Riccardi.


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