Dopo i fatti avvenuti a Olbia e a Genova si accendono le polemiche sull’uso da parte delle Forze dell’Ordine della pistola elettrica. Sulla vicenda prende posizione Ilario Castello, segretario nazionale di NSC-Nuovo Sindacato Carabinieri.
I due episodi di cronaca sono avvenuti a poche ore di distanza, sabato e domenica scorsi e hanno visto la morte di due fermati. Due persone che avrebbero resistito ai Carabinieri anche in maniera violenta crescente (il capo scorta di una delle pattuglie è stato aggredito e ferito al volto – non l’unico carabiniere a riportare ferite), tanto che i militari avrebbero scelto di utilizzare il taser per evitare il ricorso alla pistola. La magistratura indaga su tutto questo, serve l’accertamento sulle cause della morte oltre a ricostruire con esattezza la dinamica dei fatti. Intanto, le procure di Tempio Pausania e di Genova hanno comunicato ai quattro carabinieri coinvolti di averli iscritti nel registro degli indagati per omicidio colposo.

“I recenti fatti di cronaca che hanno visto militari dell’Arma contrastare soggetti violenti e per niente collaborativi – sottolinea Ilario Castello, segretario nazionale di NSC – deceduti a seguito dell’uso del taser a causa di arresto cardiaco, riaccendono i riflettori sull’utilizzo dello strumento a impulsi elettrici, ponendoci nuovamente davanti all’ormai consolidata realtà del famigerato atto dovuto che, puntualmente, arriva come un orologio svizzero e colpisce, purtroppo, chi svolge il proprio lavoro”.
“Tutti noi – precisa il segretario del Nuovo Sindacato Carabinieri – siamo addolorati e dispiaciuti per la morte di due persone, ma riteniamo errato soffermarsi solo sul loro decesso senza entrare nel merito di ciò che realmente sta accadendo”.
“Mentre tutti disquisiscono sulla necessità, sulla pericolosità e sulla legalità del taser – osserva Ilario Castello – noi siamo davanti al solito scenario: operatori di Polizia che si trovano iscritti nel registro degli indagati nell’espletamento delle proprie funzioni. Non si può continuare a lavorare in simili condizioni senza avere la giusta tranquillità per operare in totale sicurezza, fisica e giuridica”.
“Sappiamo che il Governo sta lavorando in questa direzione – spiega il segretario nazionale di NSC – ma è ormai urgente trovare le reali tutele di cui necessitano tutti gli operatori di Polizia: è impossibile tenere ancora in un limbo di instabilità chi è chiamato a operare in frazioni di secondi, per il bene della comunità e per la propria salvaguardia. Chiediamo quindi un tavolo tecnico per affrontare con le parti sociali il tema delle tutele legali di cui tutti necessitano”.