Cocaina, cocaina rosa, nuove sostanze psicoattive o NSP, il Wax o miele dello sballo, il mercato degli stupefacenti moltiplica l’offerta e sembra inarrestabile. I casi di sequestri sono tantissimi, praticamente quotidiani già nella sola Roma. L’ultimo episodio di tre giorni fa nella zona romana piazza Bologna dove i Carabinieri hanno arrestato un 35enne romano originario di Vibo Valentia, con precedenti per droga e coinvolgimento in un’inchiesta per omicidio (2015). Nella sua casa i militari gli hanno trovato 66 chili di cocaina, un chilo di Cocaina rosa, 90 grammi di hashish, 600 di marijuana e ben 54.170 euro in contanti che rappresentavano gli ultimi guadagni dallo spaccio di droga.
I magistrati credono che il trafficante-spacciatore agisse per conto di una famiglia della ‘ndrangheta.

Il caso di piazza Bologna a Roma

Lo spacciatore aveva gioco facile nello smercio degli stupefacenti visto che lo faceva nei luoghi della movida romana, gli bastava scendere da casa, anche senza allontanarsi troppo, per rifornire gli scagnozzi che rivendevano al dettaglio (forse, a volte, lo faceva lui stesso).

Ora il personaggio è rinchiuso nel carcere di Regina Coeli, arresto convalidato dai magistrati in attesa che la colpevolezza venga confutata e confermata con sentenza definitiva.
Continua a sottolineare che non dirà nulla. I sospetti sono che non lavorasse per conto proprio o solo per se stesso, ma che lo facesse per la ‘ndrangheta calabrese. La droga trovata dovrebbe essere solo una frazione di quella che riusciva a smerciare rifornendo i ricchi quartieri romani dei Parioli e di Corso Francia spostando la sua sfera d’azione anche in aree a sud e a est della Città Eterna.

Per portare avanti la sua attività, lo spacciatore romano usava cinque telefoni cellulari, aveva un libro mastro con tanto di cifre, numeri e conti, poi materiale vario per tagliare, pesare e preparare la droga in buste e dosi, una macchina per sottovuoto per le confezioni e una per contare il denaro. Naturalmente era pure armato, possedeva due pistole, una Hege Waffen West Germany calibro 7.65 con matricola abrasa, insieme a un caricatore con 5 colpi, inoltre una Beretta calibro 7.65 con matricola abrasa, insieme a due caricatori con 6 colpi ed ulteriori 5 munizioni di tipo da guerra.
Non è finita qui: nel suo box auto i Carabinieri hanno trovato un impianto di videosorveglianza connesso a un’app installata in uno degli smartphone, sistema che scrutava di continuo l’interno e l’esterno di quel locale dove era custodita parte della droga.

Analisi della droga ritrovata in questo caso: grazie all’unità cinofila, fatta giungere in aiuto dei Carabinieri della Stazione di Roma piazza Bologna, in collaborazione con quelli del Nucleo Operativo della Compagnia di Roma Parioli, i militari hanno trovato ben nascosti 66 chili di cocaina suddivisa in 66 confezioni da un 1 kg ciascuna, ognuna con appositi marchi, poi 1 kg di cocaina rosa suddivisa in due confezioni da mezzo chilo, una confezione da 90 grammi di hashish e ulteriori 6 confezioni da 100 grammi ciascuna di marijuana.

L’arrestato, con precedenti di spaccio, era stato coinvolto anche nell’ambito dell’inchiesta sull’omicidio di Francesco Fiorillo. Quest’ultimo era un piccolo spacciatore ucciso il 15 dicembre 2015 in un agguato teso da killer mentre rientrava a casa in Contrada Suriani della Frazione Longobardi di Vibo Valentia: fu raggiunto e ammazzato con sette colpi esplosi da due armi. A conclusione di quelle indagini e del processo, l’attuale arrestato romano fu condannato a 16 anni, ma poi liberato nel 2023 su sentenza della Cassazione: dei tre possibili assassini, ne rimase solo uno condannato in via definitiva e quindi in galera.

Le nuove droghe, la crescita del consumo di stupefacenti e il Rapporto mondiale sulle droghe 2025 di Unodc–Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine

In questo capitolo sono presenti solo alcuni accenni al problema e ai suoi aspetti.
Alla fine di questo articolo ho inserito il collegamento a un mio pezzo/approfondimento dove tratto in maniera particolareggiata questo triste fenomeno che coinvolge profondamente anche l’Italia.

Quel che preoccupa ancora di più in questo aspetto sociale è il cosiddetto costume del policonsumo, l’abitudine di consumare più tipologie di stupefacenti contemporaneamente, magari abbinate ad alcolici e ad altro. Ne vengono fuori cocktail micidiali che possono facilmente portare a danni sia fisici che mentali, danni neurologici e disturbi mentali.

Inoltre, l’arrivo di sempre nuove sostanze psicoattive o NSP non permette la loro individuazione, delle più recenti non ne si conoscono ancora le formule chimiche. Si tratta di un fattore che complica moltissimo il compito di trovare opportune terapie in casi di emergenza clinica e di ricovero.

Il guaio di questa continua offerta di nuovi stupefacenti è la loro moltiplicata tossicità. Sono fatti apposta in questo modo per essere più attrattivi. Sono sostanze che aumentano/moltiplicano gli effetti di prodotti preesistenti, per esempio cannabinoidi sia naturali che chimici.
Dopo averli assunti, oltre rischio di morte, crescono di intensità tachicardia, ipertensione, delirio, psicosi, convulsioni.

Secondo il Rapporto mondiale sulle droghe 2025 di Unodc–Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine, lievita il consumo di sostanze sintetiche e di cocaina. Proprio riguardo quest’ultimo stupefacente è l’Italia a salire sul podio dei primi in Europa per la crescita degli acquisti.

Per una bella analisi su tutto questo, basta leggere l’articolo linkato nella finestra qui sotto:

Di Giuseppe Grifeo

Giornalista professionista, nato e maturato terrone, avi terroni, vivente e scrivente... Passione per l'astronomia, l'egittologia, la storia, quella antica e medievale in particolare, le leggende, l'enogastronomia e la mia Sicilia. Nato per curiosare, indagare, ficcare il naso, ma con discrezione, elegantemente

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