L’istituzione nel vastissimo centro storico di Roma del limite massimo di velocità a non più di 30 chilometri l’ora fa pensare tanto. Sembra denotare anche un chiaro fallimento del controllo del territorio. Premessa doverosa: in questo articolo-editoriale non c’è spazio per le polemiche interpartitiche sulla cosiddetta Zona 30 o Roma Zona 30.

Il vecchio limite a 50 chilometri l’ora era perfetto però, come per tutte le regole esistenti al mondo, anche questa andava fatta rispettare, quindi strade e piazze da mettere sotto pieno monitoraggio, il che non vuol dire un vigile urbano/poliziotto di Roma Capitale a ogni incrocio: non ci sarebbe organico sufficiente per realizzare una cosa del genere, né ci sarebbero mai fondi sufficienti per farlo.
È anche vero che fino a oggi in molti incroci critici, un esempio fra i tantissimi quello fra Nomentana, via Arturo Graf, viale Kant ben noto per i suoi incidenti, i “pizzardoni” (vigili in tradizionale termine romanesco) sono presenti solo in due ristretti momenti della giornata, la mattina presto, forse anche a pranzo e alla sera, quando il traffico è più ricco sì, ma anche quando è già una fortuna estrema passare con auto e moto andando a circa 20 chilometri all’ora (le dueruote forse sono più rapide anche se devono fare una gimcana fra auto, camion e bus per riuscire a passare prima). Una situazione che è tutto tranne che pericolosa, ma pure ben al di sotto – di un terzo – rispetto al nuovo limite salvavita di 30. Il controllo serve moltissimo in altri momenti.

In una città attentamente monitorata, il limite massimo urbano a 50 chilometri l’ora non mette in pericolo se venisse fatto rispettare con attenzione.
Se non ci sarà nessuno a osservare/pattugliare assiduamente la rete stradale, esisteranno sempre vie e piazze sulle quali sfreccerà a tutta velocità il solito incosciente, oppure quello fatto di alcol o di altro, senza dimenticare l’immancabile idiota (razza sempre troppo numerosa) colui capace di pensare che le regole siano fatte solo per gli altri e non per se stesso, lui/lei troppo furbo/a, troppo uomo/donna, troppo spaccone, troppo boss di quartiere per guidare tutelando gli altri oltre che se stessi.
La speranza è che questa misura della Zona 30 riesca ad avere una sua efficacia.

Fallimento del controllo quindi, così ecco partire le multe da velocità più moderate ampliando la punibilità verso il basso.

Purtroppo gli imbecilli e gli incoscienti non si fanno mettere paura dalle multe, in questa città sterminata e monitorata in maniera approssimativa continueranno a correre ben oltre i 30 km/h rischiando di fare del male alla gente se non di ucciderla.

Mario De Sclavis, comandante della Polizia di Roma Capitale: “È fondamentale, soprattutto nelle prime settimane, aumentare la consapevolezza dei cittadini sulle nuove regole e abituarli a rispettare i limiti di velocità. La nostra azione di controllo sarà capillare e mirata, non solo con l’obiettivo di contrastare le condotte scorrette, ma anche di sensibilizzare i conducenti”.
Eugenio Patanè, assessore comunale alla Mobilità: “Non è una decisione ideologica ma basata su dati scientifici”, a 30 km/h il rischio che un pedone investito muoia è del 5%, mentre a 50 km/h sale al 70%.

La “Zona 30”, in vigore dal 15 gennaio 2026, copre l’intera area della Ztl (Zona a traffico limitato) Centro Storico, è estesa appunto al centro storico di Roma, con limite ampliato pure a strade che prima avevano regimi differenti, anche a percorsi e incroci vitali della Capitale come Corso Vittorio Emanuele, il Lungotevere (da piazza del popolo all'Isola Tiberina), via Barberini, via XX Settembre, via del Teatro di Marcello, il Traforo Umberto I e tratti di via dei Fori Imperiali.
Ricompresi Campo Marzio, il Ghetto, i rioni Santo Stefano e Saragozza. In prospettiva anche Trastevere, Testaccio, San Lorenzo.
I varchi per l'area Zona 30 a via Arenula est (Ghetto), via Bissolati, via del Portico d’Ottavia, villa Peretti e largo Gaetano Agnesi.​
Stesso limite in previsione anche per aree esterne, citandone alcune, pure a Ostia Antica, Casal Bertone, Quadraro Vecchio, Largo Millesimo, via delle Terme Deciane.
Il limite è sempre attivo, 24 ore su 24, tutti i giorni senza distinzioni.

La delibera della Giunta capitolina ha stabilito il nuovo perimetro della ZTL Centro Storico che ha per confine queste strade/piazze di Roma:

  • piazzale Flaminio,
  • viale del Muro Torto,
  • piazzale del Brasile,
  • via di Porta Pinciana,
  • via Ludovìsi (tratto da via Francesco Crispi a via Cadore),
  • via Cadore,
  • via Liguria (tratto da via Cadore a via Vittorio Veneto),
  • via Vittorio Veneto (tratto da via Liguria a via Bissolati),
  • via Bissolati,
  • largo di Santa Susanna,
  • via Vittorio Emanuele Orlando,
  • piazza della Repubblica,
  • via Luigi Einaudi,
  • largo di Villa Peretti,
  • via del Viminate (tratto da largo di Villa Peretti a via Principe Amedeo),
  • via Principe Amedeo (tratto da via del Viminate a via Massimo d’Azeglio),
  • via Massimo d’Azeglio (tratto da via Principe Amedeo a via Torino),
  • via Urbana (tratto da via Torino a piazza dell’Esquilino),
  • piazza dell’Esquilino,
  • via Cavour (tratto da piazza dell’Esquilino a via degli Annibaldi)
  • via degli Annibaldi,
  • largo Gaetana Agnesi (parte)
  • via Nicola Salvi,
  • piazza del Colosseo,
  • via Celio Vibenna,
  • via di San Gregorio (tratto da via Celio Vibenna a piazza di Porta Capena),
  • via dei Cerchi (tratto da piazza di Porta Capena a via di San Teodoro),
  • via di San Teodoro,
  • Foro Romano,
  • via della Consolazione,
  • piazza della Consolazione,
  • vico Jugario,
  • via del Foro Olitorio,
  • piazza di Monte Savello,
  • lungotevere de Cenci,
  • lungotevere dei Vallati,
  • piazza di San Vincenzo Paliotti,
  • lungotevere dei Tebaldi,
  • largo Perosi,
  • lungotevere dei Sangallo,
  • via Acciaioli,
  • via Paola,
  • piazza di Ponte Sant’ Angelo,
  • lungotevere Tor di Nona
  • piazza di Ponte Umberto I,
  • lungotevere Marzio,
  • piazza del Porto di Ripetta,
  • lungotevere in Augusta (tratto da piazza del Porto di Ripetta alla carreggiata ovest della passeggiata di Ripetta),
  • passeggiata di Ripetta (carreggiata ovest),
  • via della Penna (tratto da Passeggiata di Ripetta a via Principessa Clotilde),
  • via Principessa Clotilde,
  • via Luisa di Savoia (tratto da via Principessa Clotilde a piazzale Flaminio).
  • Le suddette strade e piazze costituenti il perimetro sono esterne alla Zona a Traffico Limitato.

Preparatevi perché entro il 2027 il Comune di Roma ha intenzione di estendere il limite di velocità a 30 chilometri l’ora sul 70 per cento della rete stradale capitolina aggiungendo un migliaio di strade.

Come funziona la punibilità dei trasgressori nell’epoca di Roma Zona 30?

Se si supera per non più di 10 chilometri orari il limite di velocità, la multa base è pari a 42 euro.

– Poi si passa a una seconda e maggiore fascia di punibilità, quando il trasgressore dovesse oltrepassare il limite per un valore compreso fra i 10 e i 40 km/h: in questo caso la multa cresce a 173 euro, ma il multato si vede togliere 3 punti dalla patente.

– Andando ancora oltre, tra i 40 e i 60 km/h oltre il limite, la sanzione è salata, pari a 543 euro e raddoppiano i punti tolti alla patente (-6).

Dai 60 chilometri orari oltre il limite fissato per la velocità massima, la multa arriva a 845 euro e -10 punti dalla patente.

Non è finita qui. Se la persona dovesse superare per due volte il limite fissato per le strade, la multa verrebbe aumentata e la patente sospesa.

Importante, vietati gli autovelox per rilevare questo tipo di sanzioni: questi apparati non possono essere usati per registrare e annotare il superamento del limite di velocità a 30 chilometri l’ora a Roma (come in tutti gli altri casi italiani), come stabilito dal decreto Salvini datato 2024.
La domanda è d’obbligo, allora come potranno essere rilevate queste trasgressioni nelle Zone 30?
Le multe saranno lecite e corrette solo se le trasgressioni saranno rilevate direttamente da agenti di polizia locale presenti sul luogo e solo con contestazione immediata.

“Il limite è un ordine imperativo della pubblica amministrazione. Che cosa succede se non lo si rispetta? Se si investe un pedone che muore e si scopre che il guidatore andava a una velocità superiore ai 30, scatterà l’aggravante al reato di omicidio stradale”.
Eugenio Patanè, assessore comunale alla Mobilità

Di Giuseppe Grifeo

Giornalista professionista, nato e maturato terrone, avi terroni, vivente e scrivente... Passione per l'astronomia, l'egittologia, la storia, quella antica e medievale in particolare, le leggende, l'enogastronomia e la mia Sicilia. Nato per curiosare, indagare, ficcare il naso, ma con discrezione, elegantemente

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