Gli scenari delle operazioni contro lo spaccio di stupefacenti portate avanti dalla Polizia di Stato in quartieri di Roma, sono sempre simili negli scenari, del resto agli spacciatori occorrono ambienti dove poter manovrare più facilmente. Ecco quindi corridoi urbani di edilizia popolare, nascondigli ricavati tra le lamiere di autovetture trasformate in punti di stoccaggio itineranti e in queste ultimissime operazioni gli agenti hanno arrestato cinque persone fra Primavalle, Don Bosco, San Paolo.
Primo scenario a Primavalle dove i poliziotti hanno agito su una coppia di pusher che, per sottrarsi al controllo, hanno tentato una fuga improvvisata tra i lotti di edilizia popolare dileguandosi tra cortili e passaggi interni. Uno dei due nascondeva oltre 50 grammi di cocaina negli indumenti intimi, mentre il complice gestiva i contatti con la clientela attraverso smartphone e messaggi in codice destinati a scomparire dopo l’utilizzo.
Ulteriori indagini hanno quindi consentito di individuare un appartamento utilizzato come base logistica dello spaccio. All’interno di una cassaforte sono stati trovati denaro contante, cocaina, bilancini di precisione sporchi di stupefacente e materiale per il confezionamento delle dosi.
Gli altri arresti sono maturati, invece, nel contesto di un modello dinamico sviluppato su strada con veicoli trasformati in veri e propri hub mobili della droga.
Nel quartiere Don Bosco gli agenti hanno intercettato un’auto lasciata in doppia fila che, poco prima, aveva tentato di sfuggire a un controllo con una repentina manovra di fuga.
I poliziotti hanno perquisito il veicolo individuando, nascosto nel passaruota grazie a un sistema calamitato, un contenitore cilindrico con 36 dosi di cocaina “pronte all’uso”, oltre ad altri involucri infilati sotto un albero lì vicino. Per un ventottenne italiano sono scattate le manette.
Stesso copione nei quadranti di competenza dell’XI Distretto San Paolo e del Commissariato di P.S. Porta Maggiore, dove altri due pusher utilizzavano le loro autovetture come mezzi viaggianti per custodire e distribuire la droga.
Nel primo caso lo stupefacente era stato nascosto direttamente in bocca.
Nel secondo, invece, decine di involucri di cocaina erano dentro un borsellino infilato nel cruscotto di un’auto a noleggio, mezzo impiegato per consegne rapide e appuntamenti concordati in tempo reale con chi voleva comprare la droga.
Tutti gli arresti sono stati convalidati dall’Autorità Giudiziaria, adesso in base alla fase delle indagini preliminari si deve passare all’accertamento definitivo e al procedimento giudiziario che dovrà sancire lo status degli indagati che rimarranno presunti innocenti fino a condanna definitiva.