Via Montiglio, periferia ovest della Capitale, area Casalotti/Boccea oltre il Raccordo, questo il teatro della tragedia che nella sera del 26 giugno ha visto la distruzione di una famiglia. Un triplice omicidio, Arzu, la madre di 38 anni, Kamal, il padre di 39 che lavorava in un supermercato e Alicia, la figlia di 5 anni, tutti e tre uccisi a coltellate o a colpi di mannaia nel loro stesso appartamento. Un secondo figlio, Onion, appena 18enne, è ferito, ma non in pericolo di vita, lui ha dato l’allarme e avrebbe lottato con l’assassino. La famiglia, originaria del Bangladesh, non ha mai avuto nessun coinvolgimento con la giustizia.
Adesso è caccia all’assassino.

AGGIORNAMENTO DEL 27 giugno - I poliziotti della Squadra Mobile sono sulle tracce dell’assassino. Il sospettato è un amico di famiglia, si chiama Hossain Shahadat, 43 anni, anche lui del Bangladesh.
il movente del triplice omicidio? Potrebbe essere passionale, infatti, in tempi precedenti il probabile assassino avrebbe molestato la donna.

Questa foto, la cui divulgazione è stata disposta dalla procura della Repubblica di Roma, è sospettato di essere l’autore del triplice omicidio avvenuto ieri sera a Roma.
L’uomo è stato identificato come Shahadat HOSSAIN, nato in Bangladesh il 10 maggio 1983.
Chiunque avesse indicazioni o informazioni utili al rintraccio può contattare il numero 3346903295 della Squadra Mobile – Questura di Roma
Tornando agli istanti successivi il triplice omicidio, sul posto era presente la Polizia di Stato con la squadra mobile che ha portando avanti le indagini. La polizia scientifica ha portato avanti i rilievi isolando subito la zona chiudendo la via al traffico in modo da procedere con i primi esami. Gli agenti hanno sequestrato una mannaia, fatto che lascia immaginare come sia stata questa l’arma del delitto, più che un vero e proprio coltello.
All’immediato arrivo delle ambulanze del 118 il personale sanitario non ha potuto far altro che constatare la morte delle tre vittime. L’unico sopravvissuto, il figlio 18enne, aveva invece ferite meno serie, ma era sotto shock: i medici e gli infermieri lo hanno stabilizzato e poi portato al pronto soccorso del Policlinico Gemelli.
Secondo il primo racconto dato dal ragazzo, lui sarebbe rientrato a casa poco dopo che l’assassino aveva ucciso i genitori e la sorellina infilandone i corpi sotto al letto grande. Il criminale stava cercando di ripulire il sangue, da lì la lotta col diciottenne e la fuga precipitosa. Il giovane ha quindi ben visto in faccia l’omicida, sa chi è.
Visto che l’omicidio è avvenuto in casa delle vittime, gli investigatori sospettano che l’assassino (o gli assassini) sia un conoscente dei tre uccisi, forse un amico di famiglia, scappato subito dopo l’aggressione. Tutto lascia pensare che le vittime abbiano fatto entrare in casa quello che di lì a poco li avrebbe aggrediti e uccisi.
La gente delle case più vicine ha sentito delle urla, poi il silenzio fino all’arrivo delle Forze dell’Ordine a sirene spiegate.
I vicini e i connazionali delle vittime che abitano in zona sono impauriti pensando alla ferocia di questo massacro che non ha risparmiato la piccola di 5 anni.
Kamal era in Italia da 15 anni e da 3 era stato raggiunto dalla moglie e dai figli.