Colpito con un cacciavite alla testa, in questo modo un egiziano trentenne incensurato è stato ucciso a Roma quando ha cercato di difendere un amico che era stato già ferito da un rapinatore. La vittima si chiamava Mohammed è morta dopo otto giorni di coma. Secondo le ricostruzioni degli investigatori della Polizia Ferroviaria del Lazio e del V Distretto Prenestino, la vicenda ha preso il via all’interno della stazione ferroviaria Togliatti, accanto alla Collatina, non lontana dalla Prenestina.
Tre le persone coinvolte in due momenti susseguenti nella porzione di stazione vicina alle rampe di scale che portano al sottopasso.
I primi due di origine gambiana, uno con precedenti per delitti d’indole violenta e l’altro per delitti in materia di sostanze stupefacenti e l’egiziano di 30 anni, incensurato, che ha perso la vita. Come riferito dalla forze dell’ordine, tutte queste persone passano solitamente per la stazione e le sue immediate vicinanze.

La vittima si trovava in stazione quando si è trovato ad assistere a una violenta lite tra i primi due, uno era un suo amico.

L’uomo di 28 anni originario del Gambia avrebbe minacciato l’amico della vittima perché voleva i suoi soldi e il cellulare, ma al rifiuto di consegnargli quanto chiesto, il 28enne lo ha colpito con un pugno, poi ha tirato fuori un cacciavite colpendolo e ferendolo a gambe e braccia.
A quel punto l’egiziano è subito intervenuto per fermare la rissa, un ‘intromissione che ha scatenato la furia dell’aggressore. Quest’ultimo, con il cacciavite ancora in mano si è scagliato contro l’uomo cercando di colpirlo più volte fino a sferrare il colpo mortale perforandogli il cranio.

L’assassino non si è fermato al solo colpo di cacciavite, ma ha proseguito. Dalle successive indagini e grazie alle immagini del circuito di videosorveglianza è stato possibile accertare che l’aggressore, dopo il colpo mortale, ha continuato a colpire la vittima con calci alla testa e al torace strappandogli come ultimo atto di umiliazione gli abiti indossati. Poi il criminale è fuggito per far perdere le proprie tracce prima dell’arrivo dei soccorsi. Intanto, l’altra persona coinvolta nella lite, il ferito a gambe e braccia, era scappato per sfuggire alla furia dell’aggressore, riuscendo però a dare l’allarme.

Le condizioni della vittima sono apparse subito disperate ai sanitari del 118 intervenuti sul posto. L’uomo è stato trasportato d’urgenza in codice rosso al Policlinico Umberto I. Nonostante i tentativi disperati dei medici di salvargli la vita, il quadro clinico è precipitato, l’uomo è morto dopo otto giorni di agonia.

I poliziotti hanno fatto partire le indagini e le ricerche con il coordinamento della Procura della Repubblica del Tribunale di Roma, in questo modo l’assassino è stato subito identificato: è risultato irregolare sul territorio italiano e senza fissa dimora. Per la pericolosità del soggetto gli operatori della Polizia Ferroviaria del Compartimento Lazio si sono attivati immediatamente setacciando ogni zona ove fosse presumibile la sua presenza.

A poche ore dalla sua identificazione, l’assassino è stato intercettato vicino al luogo dove aveva trovato riparo per la notte.

Dopo i necessari accertamenti e la formalizzazione dello stato di fermo, l’autorità giudiziaria ha disposto il trasferimento dell’uomo in carcere dove dovrà rispondere dei reati di omicidio e rapina.
L’autorità Giudiziaria ha convalidato l’arresto.

Le indagini proseguono per chiarire i motivi che hanno scatenato la lite e la violentissima reazione dell’indagato in modo da stabilire la dinamica degli eventi e identificare con precisione i ruoli di tutti i soggetti coinvolti e presenti. Non c’erano solo loro tre in quel momento.

Di Giuseppe Grifeo

Giornalista professionista, nato e maturato terrone, avi terroni, vivente e scrivente. Passione per: astronomia, egittologia, storia - antica e medievale in particolare -, leggende, enogastronomia e la mia Sicilia. Curioso, indagatore, ficco il naso... con eleganza

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