Un cecchino particolare che prende di mira solo le donne, usa un fucile o pistola ad aria compressa. La cosa va avanti da diverso tempo a poche centinaia di metri dalle mura Vaticane. L’ultima vittima, Cristina S., è stata persino ferita nel pomeriggio del 14 settembre, colpita al braccio sinistro mentre stava camminando su via della Giuliana, nel quartiere della Vittoria, ai confini con Prati. Il proiettile, un pallino, è particolare, in ceramica o plastica dura. Un precedente episodio lo scorso luglio.
(in apertura immagine di fantasia, ricostruzione generata con intelligenza artificiale sulla base della descrizione di cronaca)
Le indagini dei Carabinieri della Stazione Prati stanno cercando di svelare l’arcano e individuare chi si dà a questo pericoloso tiro al bersaglio dall’alto di una finestra. All’esame dei militari anche le immagini delle telecamere di sorveglianza presenti in zona.
La vittima è stata ferita mentre stava passando davanti a un ristorante ancora chiuso in quell’orario, ha sentito un colpo, un forte dolore al braccio, poi ha visto il sangue macchiarle la manica della maglietta e colarle sui vestiti. A soccorrerla un ragazzo, unico presente su quel marciapiede.
Lei stessa ha chiamato il 112 allertando i carabinieri che quando l’hanno raggiunta hanno ascoltato il suo racconto. Proprio insieme ai militari la donna si è accorta del foro circolare nella manica della maglietta che si stava arrossando di sangue.
Piuttosto che aspettare un’ambulanza Cristina ha chiamato un taxi per raggiungere il pronto soccorso del vicino Ospedale Santo Spirito. Al nosocomio le lastre hanno individuato un corpo estraneo radioopaco, un pallino conficcato in profondità nel braccio sinistro. Il personale medico ha poi estratto il proiettile che era penetrato all’altezza del tricipite.
Questa del 14 è la prima donna ferita, ma il pericolo potrebbe essere ancora maggiore, basta immaginare un colpo a segno in un occhio.