Festeggiati i cento anni dalla nascita di Carlo Riccardi, un artista a tutto tondo che nelle sue pellicole e tele ci ha raccontato e lasciato in eredità oltre 70 anni della nostra storia

Sabato 3 ottobre 2026 presso la Sala Conferenze del  WeGil, lo spazio culturale polivalente della Regione Lazio in Largo Ascianghi 5 a Trastevere, si è svolta la conferenza commemorativa in occasione dei cento anni dalla nascita di Carlo Riccardi, fotografo e pittore, sognatore e uomo di pace. Un incontro non solo per ricordare questo grande artista, ma con l’intento di valorizzare anche la sua immensa attività fotografica e pittorica.
Nella sala gremita più che spettatori c’era molta gente che ha fatto esperienze comuni di vita con Carletto, come lo chiamavano i più intimi: pezzi di strada, ideali, affetti, professione, amicizia. A moderare il convegno Lorella Di Biase, giornalista Rai, scrittrice e autrice televisiva. Con lei sul palco, Maurizio Riccardi, che ha subito precisato: «Io non voglio raccontare gli aneddoti su Carlo, ma la sua persona».

Lorella Di Biase e Maurizio Riccardi

Dopo il saluto istituzionale di Simona Renata Baldassarre, Assessore alla Cultura della Regione Lazio, il via alle testimonianza di colleghi e amici che hanno condiviso con Riccardi momenti del suo lungo percorso di vita professionale e umana. Interventi di fotografi, giornalisti, scrittori, intellettuali e saggisti, come Rino Barillari, Maurizio Piccirilli, Diego Mormorio, Elio Vergati, Attilio Cristini, Marco Geppetti (Identità Fotografiche), Giancarlo Giuliani, Laura Delli Colli (presidente del Sindacato nazionale giornalisti cinematografici italiani), Francesco Sforza (già fotografo del Vaticano) e Massimo Piazza. Ma anche personaggi che si stanno impegnando con Maurizio Riccardi per unire, salvaguardare e rendere fruibili gli archivi storici del Novecento, chiedendo l’attuazione di un piano di emergenza nazionale di salvaguardia, perché il nostro patrimonio visivo è a rischio per la fragilità dei materiali. Tra questi Graziano Marraffa (fondatore e presidente dell’Archivio Storico del Cinema Italiano), Lucilla Secchiaroli, Tiziana Appetito, figlia di Enrico, per tutti il fotografo di Alberto Sordi, Aldo Reali, passato dal giornalismo sportivo al settore pubblicitario prima di fondare recentemente Italia Dream tv, la prima TV multipiattaforma italiana che mostra al mondo il meglio del nostro Paese.

Selezione di foto sul sociale realizzate da Carlo Riccardi (Archivio Riccardi)

Tra gli interventi più toccanti, quelli di Simonetta Russo, compagna di vita di Carlo dopo la morte della moglie Luciana e un ricordo affettuoso di Carlo Riccardi fatto da Massimo Papi, noto dermatologo clinico ed estetico con la passione per la pittura, che per anni fu amico dell’artista. Presenti in sala anche Costantino D’Orazio (storico dell’arte e Direttore generale Creatività Contemporanea del MiC) e Umberto Quaresima, sindaco di Olevano Romano (Rm) dove Carletto – morto a Roma il 13 dicembre 2022 all’età di 96 anni – nacque il 3 ottobre 1926. Sarà proprio la mostra permanente qui realizzata, la prima tappa del programma di mostre e appuntamenti itineranti nei luoghi simbolo della vita di Carlo Riccardi.
Le prime vere esperienze il giovane Riccardi le fece come ritoccatore fotografico, colorando a mano le fotografie in bianco e nero. Poi l’arrivo degli americani e la conoscenza di Federico Fellini, col quale successivamente strinse un sodalizio di lavoro nel Rest Center americano del Foro Italico. Così, mentre uno faceva le foto ai soldati e le ritoccava a colori, l’altro realizzava e vendeva le loro caricature. Con il dopoguerra e la rinascita del Paese arrivò anche la “Dolce vita” poi raccontata nell’omonimo film da Fellini, e quel concetto di fotografo invadente e pronto a tutto pur di portare a casa uno scatto da vendere: il paparazzo. Anche se Carlo Riccardi fu considerato spesso il pioniere dei paparazzi, egli fu molto diverso da quello stereotipodescritto. Infatti, anche se da fotografo era pronto a cogliere l’attimo per lo “scatto buono” da vendere ai giornali, questo non avveniva ad ogni costo, ma con grazia. Perché per lui, da gentiluomo qual era, il mestiere di fotoreporter si doveva basare anzitutto sul rapporto umano, come è sempre stato fino all’ultima foto. Uno dei più noti paparazzi e amico di Carletto è stato Umberto Pizzi, morto il 29 settembre 2026 a 88 anni e ricordato con affetto da Maurizio Riccardi durante il convegno.

Copertine del libro di Vincenzo Amodeo e il fumetto su Carlo Riccardi

Nei due brevi filmati dedicati alla fotografia e alla pittura, non vengono messe in luce tutte le caratteristiche di quest’uomo dalla grande generosità, apparentemente mite e sicuramente gentile, che con i suoi lavori ha traghettato il Novecento nel XXI secolo. A mettere a fuoco il personaggio ci hanno pensato Vincenzo Amodeo, con il libro “Carlo Riccardi-Unico, eccezionale, stravagante” e il figlio Maurizio, con la realizzazione e diffusione in sala di “Un fumetto per Carlo Riccardi”, dove in 36 pagine patinate a colori si ripercorre la vita di questo protagonista della cultura italiana, dalle rinunce di una famiglia numerosa degli anni 40, ai primi disegni dei fratelli “immortalati” da una macchina fotografica di creta. Quella che lo avviò verso questo mistero chiamato fotografia, che lo ha portato a trasferire dagli occhi alla pellicola o sulla tela, momenti irripetibili di un neorealismo preso dalla “scuola della strada”, dalle baracche dei borghetti alla Roma della Dolce Vita, dagli uomini della politica al sindacalismo. Un artista della fotografia che invece di andare in massa all’assalto dei personaggi famosi a Via Veneto, come faceva la maggior parte dei colleghi, seguiva la massima: “…Se tutti vanno da una parte, tu non li seguire, vai dalla parte opposta. Solo tu avrai quella foto”. Immagini di un’Italia rinata realizzate da veri artisti della pellicola che – come Carlo Riccardi – hanno fatto scuola e parlato a chi le ha sapute interpretare.

Alcune delle Maxitele di Carlo Riccardi a Roma (Archivio Riccardi)

Cronista del cambiamento italiano, “Il fotografo dei sette Papi”, l’uomo che attraverso i suoi scatti ha ritratto e tramandare ai posteri oltre settant’anni di storia patria, è stato anche molto altro. Perché l’altra anima di quest’uomo poliedrico è stata la pittura, con le sue famose Maxitele che hanno avvolto importanti monumenti. Opere spesso realizzate a più mani e che secondo Claudio Strinati, storico dell’Arte e presidente del Consiglio superiore dei Beni Culturali del MiC, «…Rappresentano il cammino dell’arte». L’Arte in cammino (Art on the way), quel nuovo concetto di espressione artistica che diede vita a opere estemporanee e itineranti. Ma anche quel pittore che dalle pellicole passò a immortalare sulle tele la fatica del lavoro nei campi, i paesaggi natii, una Roma popolare ormai scomparsa.
Un artista col cuore grande che regalava a tutti piccoli quadretti e grandi tele. Come quando veniva nell’Ufficio Stampa Enel, allora a Piazza Verdi, e dalle tasche tirava fuori sempre qualche piccolo regalo dipinto, spesso prodotto secondo lo stilema di “Quinta Dimensione“, il celebre movimento artistico “antropocentrista” e manifesto pittorico fondato da Carlo Riccardi negli anni ’70. Fu sottoscritto da oltre 50 personalità dell’arte, dello spettacolo e della cultura italiani e stranieri, uniti dallo stesso messaggio: “Riportare l’Uomo al centro”. Un uomo in contrasto con l’egemonia della società dei consumi e delle macchine, che invece di sfruttare ciecamente la natura e l’ecosistema che lo circonda ne diventi il custode responsabile. Ma prima di tutto, per il Carlo Riccardi di Quinta Dimensione, l’arte deve essere un mezzo per unire persone, culture e le religioni, mettendo in cima la dignità umana prima di ogni altro interesse.
Definito spesso dai critici “Ultimo manifesto pittorico del Novecento”, Quinta Dimensione è rappresentato graficamente da un cerchio attraversato da due linee parallele dipinto con una speciale pittura fluorescente e fosforescente, che si vede perfettamente al buio a distanza di mezzo secolo. Un pezzo unico di eccezionale valore storico e artistico custodito nell’Archivio Riccardi, che si può ammirare sia nelle mostre antologiche itineranti organizzate per l’occasione, che in eventi dedicati all’autore presso Spazio5, in via Crescenzio 99, la storica galleria fondata da Riccardi che in origine si chiamava Scalette Rosse e sede dell’Associazione Quinta Dimensione.

Il Manifesto di Quinta Dimensione (Archivio Riccardi)

Questo non è stato che il primo incontro del programma 2026-2027 previsto per le celebrazioni del centenario promosso dall’Archivio Riccardi, curato in primis dal suo degno erede Maurizio che, come ricordato dallo stesso, fin da piccolo ha “mangiato fotografia”: «…In pratica sono nato in camera oscura – haricordato – fino a quando potei arrivare all’altezza della vaschetta del fissaggio. Ormai la mia strada era segnata».
L’Archivio Riccardi è iscritto presso la Soprintendenza Archivistica del Lazio di Roma in qualità di Patrimonio di interesse Nazionale. Diretto da Maurizio Riccardi – direttore responsabile di AgrPress, agenzia stampa che fa capo al Gruppo Riccardi – è coadiuvato da Giovanni Currado (Responsabile Archivio) e Marino Paoloni (Supervisore Archivio). All’interno oltre tre milioni di negativi originali e opere di altro genere.
Presso il Polo espositivo del Mattatoio di Roma (Piazza Orazio Giustiniani 4) è visitabile gratuitamente fino al 30 ottobre 2026 la mostra fotografica “Roma che cambia, la città possibile”, con una ricca selezione di scatti storici di Carlo Riccardi.
Orari: dal martedì alla domenica 11-20. Ultimo ingresso fino a 30 minuti prima della chiusura. Il lunedì giorno di riposo settimanale.

Giovanni Paolo II e alcune delle opere pittoriche di Carlo Riccardi (Archicio Riccardi)

Le immagini di repertorio sono state fornite dall’Archivio Riccardi. Per chi fosse interessato ad avere maggiori informazioni sul personaggio di Carlo Riccardi, rimando all’articolo di Agrpress “Carlo Riccardi un secolo di arte fotografia e memoria


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